Per il Pd questa è la crisi istituzionale più grave della storia abruzzese

L’AQUILA – Ieri, come è noto, il Pd si è riunito a livello regionale per definire le questioni legate alle prossime elezioni regionali: dalle primarie, alle alleanze, all’eventuale esclusione dalle liste degli indagati. Oggi c’è la diffusione del documento che ieri il Pd ha approvato. Ve ne proponiamo il testo integrale.
"L’Assemblea regionale del Partito Democratico d’Abruzzo riconosce che siamo di fronte ad una delle più gravi crisi istituzionali e politiche vissute dalla regione Abruzzo nella sua storia. Siamo consapevoli delle enormi responsabilità politiche che ci attendono, a fronte dello sconcerto e dell’amarezza degli elettori, del disorientamento della società abruzzese, ma anche delle sue grandi potenzialità, rappresentate dalla vitalità delle sue imprese, dallo spirito solidaristico che si esprime nel forte tessuto del volontariato, delle energie presenti nel mondo della formazione e dell’università. Sul passato recente che ha portato a questa crisi, è necessaria una seria ed approfondita riflessione critica. La crisi che abbiamo di fronte è una crisi dell’intero sistema politico abruzzese, di più riguarda l’insieme delle classi dirigenti della nostra regione, che non hanno saputo finora assicurare quella nuova fase dello sviluppo che, terminata la transizione cominciata negli anni novanta, rendesse fino in fondo l’Abruzzo regione competitiva, dinamica, europea. La sfida per il PD d’Abruzzo, in una vicenda politica regionale che va a velocità vorticosa come in tutte le fasi di cambiamento e di rottura con il passato, è già quindi quella di mettere in campo proposte convincenti per costruire l’Abruzzo del futuro. La nostra regione deve affrontare la terza fase della sua storia e del suo sviluppo. Per farlo ha bisogno di una nuova classe dirigente all’altezza della sfida, capace di disegnare il futuro, assumere impegni e mantenerli, sostenuta da un’opinione pubblica sempre più attrezzata nel giudicare i risultati. Una classe dirigente con prerequisiti di moralità, ma anche di competenze, esperienza e passione civile, supportata da un progetto di modernizzazione che sappia difendere l’identità e valorizzare le opportunità per la comunità intera; una classe dirigente che deve investire nel futuro, innestando esperienza e radicamento nella necessaria dose di forte rinnovamento di cui la società abruzzese avverte il bisogno. Sulla base degli obiettivi programmatici che abbiamo individuato in queste settimane, in particolare con il Seminario programmatico di sabato 13 settembre, il PD d’Abruzzo vuole costruire una nuova alleanza politica per l’Abruzzo partendo dalla volontà di non precostituire scelte su chi dovrà guidare questa fase. La nuova alleanza dovrà individuare un’Agenda per l’Abruzzo, con obiettivi verificabili, in cui dovranno essere aggrediti alcuni nodi fondamentali: innovare  e riformare radicalmente, sulla base di una chiara e netta discontinuità con il passato, il sistema sanitario regionale nell’organizzazione, nell’efficienza, nella trasparenza; rilancio della competitività delle imprese, puntando a politiche di sostegno all’industrializzazione, all’innovazione, all’internazionalizzazione, alla formazione e alla ricerca; creazione di un welfare a dimensione regionale, imperniato sulle politiche attive per il lavoro; fare dell’Abruzzo la Regione protagonista nell’era della sostenibilità e nella sfida della conoscenza. Queste ed altre priorità dovranno essere discusse e condivise con tutta la coalizione. Il PD è disponibile a valutare tutte le candidature che possono fare sintesi e a mettere a disposizione i suoi uomini e donne migliori. Una nuova alleanza significa allargare la coalizione sul presupposto della straordinarietà degli impegni che ci attendono e considerando l’apporto ad un comune progetto che potrà provenire da tutte le forze del centrosinistra e dall’UDC che oggi è in una collocazione autonoma, all’opposizione del governo Berlusconi. L’innovazione e la discontinuità di cui l’Abruzzo ha necessità deve tradursi anche nell’innovazione nei metodi di selezione della classe dirigente, assegnandoci regole politiche che consentano una effettiva partecipazione della cittadinanza e un forte grado di rinnovamento nel predisporre liste legate ai territori e alla società, che valorizzino le competenze, l’esperienza, il merito e le capacità, i talenti di cui è ricca la società abruzzese. Per questo, ribadiamo il valore delle primarie come metodo più innovativo ed adeguato per la scelta di una leadership condivisa da proporre per il nuovo Abruzzo. Per questo, il PD Abruzzo si impegna a scegliere con metodo partecipato le proprie candidature, selezionate attraverso un sistema di primarie che sarà definito nei prossimi giorni sulla di un regolamento regionale, nel più rigoroso rispetto delle regole che ci siamo dati con lo Statuto regionale che oggi approviamo e con il Codice etico nazionale del PD. Sono queste le sfide che abbiamo di fronte, che il Partito Democratico vuole affrontare per dare all’Abruzzo una nuova guida per il futuro, consapevoli di avere le risorse e le capacità per farlo, insieme con tutte le forze interessate ad un progetto di cambiamento possibile".

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