Il "Befacchia ritrovato"

TERAMO – Il Partito Democratico invoca il ritorno all’ovile del professor Befacchia. L’invito simbolico è giunto nel corso dell’incontro, convocato dal consigliere regionale del PD, Stefania Misticoni, con la cittadinanza, in cui il segretario  regionale del partito, Luciano D’Alfonso, ha abbracciato l’ex candidato sindaco di Teramo, Lino Befacchia, invitandolo a sedere al tavolo dei lavori dopo l’uscita ufficiale dal partito che risale appena a pochi giorni fa. Non c’è stato un vero e proprio retro-front da parte di Befacchia, che è tornato, davanti ai compagni di partito e alla platea dei simpatizzanti,  sui motivi del turbamento espresso nelle cronache di queste ore ma si profila all’orizzonte un ripensamento. Le piccole delusioni dovute al congresso del Pd e alla mancata nomina di Befacchia a presidente, le difficoltà dovute a una opposizione non salda in Consiglio comunale a Teramo e la scarsa reattività (o ritenuta tale) alle vicende giudiziarie del partito, hanno sicuramente segnato "il professore" che però potrebbe rivalutare, sembra, il clima di grande rispetto  e considerazione in cui è vissuto politicamente negli ultimi anni. Ma passiamo alla cronaca dell’incontro organizzato dalla Misticoni. Tanti i grandi temi del dibattito intitolato “Oltre le cronache”, (a cui è intervenuto anche il presidente della provincia, Ernino D’Agostino), a partire dalle battaglie portate avanti in Regione negli ultimi 3 anni come quelle sostenute per la Teramo-mare e lo stadio, a quelle ancora da affrontare, come ad esempio la lotta al precariato, agli sprechi e una legge per la Coppa Interamnia. D’Alfonso ha intanto illustrato alcuni punti che saranno programmatici e su cui dovrà lavorare il partito, a partire dal problema casa, alla capacità di attrarre investimenti nel territorio, il sostegno alle imprese e infine della questione morale su cui, secondo D’Alfonso, è necessario confrontarsi ogni qualvolta vengono presi provvediementi che lasciano grandi margini alla discrezionalità, come avviene per la sanità ma anche per il trasporto pubblico regionale. Infine l’appello “a tenere la sella” è stato rivolto dal segretario comunale del Pd, Manola Di Pasquale, che ha rivolto ai presenti l’invito di non commettere con il Pd, di appena dieci mesi di vita,  "l’errore che si fa quando si scaricano le colpe dei padri sulle nuove generazioni”. “ Il Pd è un bambino e dobbiamo proteggerlo come tale-  ha detto Manola Di Pasquale – il PD è il nuovo, dobbiamo ricordarci di uscire dalle logiche dei vecchi partiti e rifarci continuamente al codice etico” E infine dalla Di Pasquale è partito un abbraccio a Lino Befacchia che voleva essere, è lo è stato,  uno “scusa ma non avrei mai voluto risponderti sui giornali” e un “bentornato tra noi”. Se son rose avremo modo di capirlo prestissimo. Intanto il segretario regionale Luciano D’Alfonso ha rivolto ufficialmente a Lino Befacchia l’invito a far parte del comitato scientifico dei corsi di formazione politica del PD.

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