Sanità: in Regione si discute ancora per le strutture private

L’AQUILA – "Evidentemente la collega Bosco, presidente della V commissione, e i componenti della stessa, ignorano o meglio fanno finta di ignorare che in Abruzzo la sanità ha un commissario, il dott. Gino Redigolo". Così Alfredo Castiglione (An) commenta "la scandalosa condotta della commissione che, a colpi di maggioranza, ha dato pareri favorevoli a progetti di legge in materia sanitaria senza prima sentire – come sarebbe stato doveroso – il commissario nominato dal governo proprio a causa dell’incapacità di questa amministrazione. La mia proposta di farci preventivamente illustrare dal dott. Redigolo le priorità sanitarie – spiega il capogruppo di An – è stata bocciata da una commissione autarchica che, come fatto sinora, non ha ascoltato niente e nessuno se non l’interesse di parte. Tra i provvedimenti approvati – continua Castiglione – è gravissimo che sia stato inserito quello riguardante i manuali di autorizzazione ed accreditamento, nonchè delle relative procedure delle strutture sanitarie e socio-economiche. Si tratta, infatti, di un documento completamente redatto dall’ARS senza il coinvolgimento delle parti sociali e per il quale sono stati usati criteri, metri quadri/paziente, personale e attrezzature che non corrispondono ai reali bisogni delle diverse fasce socialmente deboli. Alle strutture già esistenti non è stato dato un tempo nel quale uniformarsi alla nuova normativa, al contrario gli viene riconosciuto un bonus del 20% di metri quadri e di personale di cui possono fare a meno rispetto a una nuova struttura, impedendo di fatto il libero accesso alle nuove strutture. Sarà mia premura – conclude l’esponente del PdL – inviare al commissario Redigolo il verbale della riunione della commissione, così che possa determinarsi e agire di conseguenza". I Consiglieri regionali del centro destra, componenti della Commissione Affari Sociali per protesta hanno abbandonato i lavori della Commissione e hanno rilevato che: "La volontà della morente maggioranza di centrosinistra di portare a termine qualche operazione clientelare e di mettere il commissario governativo per il deficit sanitario di fronte al fatto compiuto è evidentemente più forte della drammatica crisi economica nella quale hanno precipitato l’Abruzzo. In Commissione cercano di far passare delibere approvate dalla Giunta prima delle vicende giudiziarie e prima che il Governo osservasse il piano di rientro, delibere che determinano tra l’altro un aggravio della spesa sanitaria, come quella relativa alle convenzioni delle ASL con le cliniche private o l’altra che autorizza ulteriori accreditamenti di strutture private. Come dire che da un lato Paolini e D’Amico invocano il rigore morale e l’austerità, dall’altro proseguono bellamente i tentativi di fare clientele e di guadagnare consensi in chiave elettorale, a tutto danno della collettività". (da Regflash)

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