Il giorno di Chiodi

TERAMO – A soli 47 giorni dalle elezioni e dopo un’estenuante sequela di indiscrezioni, oggi (solo tra qualche ora, forse nel primissimo pomeriggio) l’Abruzzo saprà se il candidato a Governatore per il centro destra sarà Chiodi o se la scelta cadrà su Piccone. "Chiodi o Piccone" sembra ormai solo un modo di dire: i cognomi dei due sono  indissolubili nel parlare comune e solo un giorno in più di attesa ridurrebbe i due politici a comici che, se di pur alto rango, restano pur sempre due comici. Il rispetto per gli Abruzzesi impone invece serietà e profondità che non si devono perdere tra lotte intestine e battute popolari. Alla scelta di oggi seguiranno a cascata, peraltro rapidissima, i ritocchi delle alleanze (l’Udc correrà davvero solo?), l’ufficializzazione delle candidature dei consiglieri e soprattutto l’altra ufficializzazione importante: quella del candidato del centrosinistra. Costantini sembra ormai condiviso, nel Pd: l’originaria imposizione dell’Idv appare oggi come una strada studiata e imboccata di comune accordo. Ovviamente non è così. Solo due giorni fa la stampa nazionale ricordava come il presidente vicario Paolini sia nome spendibile e non per decisione della politica ma per conoscenza degli Abruzzesi. Si, perchè i sondaggi, che sembrano appannaggio della destra, sono in realtà strumento di rilevazione anche della sinistra. La quale, nonostante ciò, sembra convinta che il bene sia il famoso "taglio con il passato". Paolini non è candidabile perchè vicepresidente della vecchia, incriminata e forse (seppur solo in parte) "criminosa" giunta regionale. Un’espressione cara ai giorni nostri è "discontinuità". Una volta (ma gli si dava un valore negativo) si diceva:"buttare via il bambino con l’acqua sporca". oggi la discontinuità è un "segnale" e l’interpretazione è positiva. Chissà quanto.. Questo lo diranno le urne. Per essere un segnale positivo la discontinuità dovrebbe essere una regola profonda di taglio con il malcostume e la spartizione. Ma se così fosse non avremmo aspettato fino ad oggi per scegliere tra Chiodi e Piccone. Oggi vincerà il migliore? E il 30 novembre? L’Abruzzo deve solo sperare che chi è delegato a scegliere abbia la vista lunga. Queste sono elezioni che nascono dall’assenza di libertà. Siamo costretti a tornare al voto contro la nostra volontà. Azioni che nulla hanno a che fare con la politica impongono il ricorso alle urne, che di per sè è invece la massima espressione di libertà. Chiodi, Piccone, Costantini, Paolini e alcuni altri forse non lo sanno, ma forse si. Ma chi deve scegliere domani e dopo, per lasciare che poi a scegliere siamo noi, quasi certamente non lo sa.

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