Listino del presidente: Chiodi non ne parla

TERAMO – I primi voti il candidato sindaco del Pdl Gianni Chiodi li ha chiesti all’Udc, nel corso della trasmissione di Rete 8 "L’ottovolante". "Sarò onorato di averli – ha detto – sono certo che li avrò". Il tema della separazione dall’Udc è stato importante per Chiodi, che si è detto d’accordo con la politica nazionale e dunque con la scelta di Berlusconi ma dispiaciuto allo stesso tempo, visto che con l’Udc il candidato governatore ha condiviso "ben 9 anni di attività politica, prima all’opposizione e poi al governo di Teramo". Il periodo è stato descritto come di ottima collaborazione e dunque, con naturalezza, l’ex sindaco ha chiesto e previsto il sostegno degli elettori dell’Udc. Nell’intervista, di Pasquale Pacilio, Chiodi ha avuto modo di parlare del centro sinistra ma anche di mostrare totale assenza di animosità nei confronti di Sanitopoli. Nessuna colpa a nessuno. Ha solo sollecitato tutte le parti politiche con un pacato:"Facciamo ammenda tutti, come classe politica". Assenza di animosità anche nei confronti dei competitori dunque del Pd e dell’Idv e un "domanda complicata: preferisco glissare" quando Pacilio voleva sapere come "si entra nel listino del presidente".  Attestati di stima e promesse di collaborazione (reciproche, con interviste preregistrate), con Piccone e Di Stefano. Fatti personali: "mia moglie non si interessa delle decisioni che prendo riguardo alla politica ma ovviamente è stata molto contenta della candidatura"; "no, mio padre non è un politico: ha fatto l’assessore solo due anni"; "amo la musica classica ma non creda che sia lenta, anzi da vigore e passione". La trasmissione non prevedeva ancora punti relativi al programma e così Chiodi ha solo anticipato che avrà la "lealtà di dire solo quello che possiamo realmente fare".

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