Di Sabatino: «L’Udc non è terra di conquista»

TERAMO – "L’Udc non è terra di conquista". Lo ha dichiarato "Dodo" Di Sabatino nel giorno dell’inaugurazione della sede elettorale di via Veneto a Teramo, che sarà la sua seconda casa  fino al 1° dicembre e lo accompagnerà nella candidatura a consigliere regionale. E’ stato il primo infatti, e lo ha ricordato lui stesso, a scendere in campo per via del radicamento al partito e al territorio che ha fatto si che questa decisione maturasse "fuori dal giochi delle alleanze strategiche e dei listini" ma che fosse una riposta "naturale" come è stata definita dallo stesso candidato, "alle volontà dei cittadini che credono nei valori moderati, cattolici, in una parola, di Centro". Alfonso di Sabatino, detto "Dodo", sulla corsa dell’Unione di Centro ha precisato che non ci sono ancora sviluppi, ma che momenti di febbrili trattative sono in corso a Roma per verificare i margini e le possibilità per creare una grande alleanza di centro. "Il nostro parttito è portatore di istanze troppo importanti per essere cassate e che è sopravvissuto con forza anche da solo – ha puntualizzato Di Sabatino rispetto alle dichiarazioni del candidato governatore del Pdl, Gianni Chiodi, che nei giorni scorsi ha ricordato la "naturale predisposizione" verso il centrodestra dell’Udc -. Dopo anni di serena convivenza sul territorio abruzzese, da Arcore si è deciso di poter fare a meno dell’Udc. Questo la dice lunga su quanto i vertici del partito conoscano il territorio abruzzese". Da uomo del territorio e da uomo di partito è nata dunque la candidatura di "Dodo" alla Regione definita "un malato irreversibile per cause addebitabili all’assenza di programmazione e di capacità personali. I cittadini però – ha dichiarato infine Dodo – sanno ancora riconoscere le persone oneste e capaci, perchè hanno avuto modo di valutarle nelle esperienze politiche e professionali del territorio, territorio dal quale io stesso vengo col bagaglio di 10 anni di militanza nel partito".

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