Nuovo centro commerciale: "Mancano i presupposti"

TERAMO – La nuova legge regionale sul Commercio, in relazione alla possibilità di un nuovo insediamento commerciale proposto dall’amministrazione di Giulianova, è stata oggetto di un’assemblea pubblica indetta dalla Confesercenti di Teramo. Nel corso dell’incontro, informa una nota, si è ritenuto che l’iter espletato non è allineato al la nuova normativa regionale (L.R. 16 luglio 2008 n. 11) relativamente la superficie  disponibile, poiché i nuovi insediamenti (comprensivi di food) non possono superare i 10.000 mq e devono accorpare attività, già esistenti sul territorio, con anzianità di esercizio di almeno 3 anni. La proposta avanzata nel territorio giuliese, invece, si estende per una superficie di circa 20.000 mq e non accorpa alcuna attività preesistente. L’iniziativa, come ribadito dalla Confesercenti, non è stata ritenuta necessaria pur nella sua legittimità, poichè dotata di  fondamento legislativo visto che il procedimento consiste in un PRUST (programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio) che ha avuto autorizzazione nell’agosto del 2004, periodo di vacatio legis, tra l’abolizione dei PRUST in Consiglio Regionale (30/07/2004) e la pubblicazione sul BURA avvenuta circa 30gg dopo. “In questo momento – ha dichiarato il presidente provinciale di Confesercenti, Antonio Topitti – non sussistono le condizioni favorevoli socio-economiche e commerciali per un nuovo polo distributivo, visti anche i risultati non esaltanti conseguiti dall’insediamento di Teramo ad un anno dall’inizio dell’attività”. “La Confesercenti Provinciale, nell’appellarsi che i primi a vigilare nei confronti delle amministrazioni comunali di riferimento debbano essere gli operatori commerciali del territorio – si legge nel comunicato –  ha ribadito il proprio impegno a vigilare affinché qualsiasi iniziativa legata ai nuovi insediamenti venga fatta in rapporto alle necessità territoriali, nel rispetto della normativa vigente”.

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