Cittadini invece che sondaggi per Costantini

TERAMO – “La nostra campagna elettorale è guidata dai cittadini non dai sondaggi”. E’ il commento di Carlo Costantini, candidato presidente della Regione Abruzzo a Teramo sul sondaggio che lo vedrebbe svantaggiato rispetto al candidato del Pdl, Gianni Chiodi di 8 punti percentuali. "I sondaggi – ha dichiarato – servono ad alimentare le speranze degli avversari". Carlo Costantini, in occasione della visita teramana dell’onorevole Francesco Rutelli, smorza l’entusiasmo del sondaggio che darebbe Chiodi come favorito, sottolineando la presenza, in quello stesso sondaggio, di un 35% di persone che avrebbero dichiarato di non andare a votare. Ed è proprio l’astensionismo, secondo il consigliere regionale uscente del PD, Stefania Misticoni, lo spettro da sconfiggere in questa campagna elettorale di appoggio alla candidatura a governatore del candidato dell’IdV. La Misticoni, a cui è stato affidato il coordinamento politico della campagna elettorale della provincia di Teramo, ha annunciato che il 20 novembre sarà a Teramo il segretario nazionale del PD, Velotroni e ha sottolineato la rigenerazione che il PD ha tratto dallo scossone politico regionale, quella rigenerazione “necessaria all’appoggio di Carlo Costantini per condurre la Regione sul binario giusto”. Tanti i nastri tagliati da Gianni Chiodi per opere programmate dalla giunta regionale di centro sinistra, è l’accusa del PD contro il candidato del Pdl, e tante, secondo il coordinatore comunale del PD, Manola Di Pasquale, le opere in cantiere frutto di una programmazione dell’ex sindaco Angelo Sperandio, ora candidato per il PD alla consiliatura regionale. Tante ancora le opere pubbliche, nel ventaglio dell’ex sindaco di Teramo, ad aver trovato attuazione dalla violazione del Patto di stabilità che vincola le amministrazioni comunali a non superare una soglia di debito pubblico consentito dallo Stato. Non c’era solo la politica, a dare il benvenuto all’onorevole Francesco Rutelli, infatti a salutare l’ex ministro sono intervenuti nella sala polifunzionale della Provincia, i giovani studenti del Milli, impegnati in questi giorni nella protesta contro la riforma Gelmini. Oltre le istanze nazionali contro i tagli all’università e alla scuola pubblica, a Rutelli hanno chiesto il sostegno per una nuova legge regionale sul diritto allo studio poiché l’ultima risale al 78’, “un modello troppo obsoleto – hanno commentato gli studenti – per pensare ad un sistema scolastico in chiave moderna”

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