Di Pietro: «Gli abruzzesi possono cambiare le regole»

TERAMO – Berlusconi "mandante dell’omicidio politico della democrazia consumato sulla commissione di vigilanza Rai", Costantini uomo giusto per dare all’Abruzzo una svolta nel senso della trasparenza e del rigore, centrodestra protagonista con il vecchio centrosinistra di un modello che ha determinato il macello di questa regione. E’ il "solito" Antonio Di Pietro (nella foto con il candidato consigliere Augusto Di Stanislao), quello che questa mattina ha partecipato alla presentazione della lista dei candidati provinciali alle elezioni regionali dell’Italia dei Valori.
"Prioritario difendere il Paese dall’antidemocrazia modello argentino di questo governo"

L’ex magistrato di Mani Pulite, ne ha avute per tutti, in primis per il capo del Governo. "Per la nostra coalizione – ha detto Di Pietro -, è prioritario salvaguardare questo Paese dall’antidemorcazia strisciante e corrosiva che sta portando avanti questo modello di governo argentino che è il governo Berlusconi". Il blitz sulla Rai, per Di Pietro è merito di Berlusconi: "Dice di non saperne nulla, ma è il mandante dell’omicidio politico ai danni della democrazia parlamentare che è stato effettuato, perchè è andato in giro a trovare e a comprare un parlamentare dell’opposizione che si è scelto a sua immagine e somiglianza".
"Votare centrodestra è rimandare al governo gli autori del macello abruzzese"
Sul destino politico dell’Abruzzo, Di Pietro non ha dubbi, perchè "votare il centrodestra significherebbe rivotare quelli che hanno iniziato questo macello". Per il leader dell’Italia dei Valori, infatti, "in due legislature sono cambiati due governi, ma se leggete i provvedimenti restrittivi dei giudici di Pescara le persone che davano erano sempre quelle, sono cambiate quelle che ricevevano. Non bisogna dunque cadere dalla padella alla brace".
"Abruzzo a un bivio: con il centrosinistra può cambiare le regole del gioco"
L’Abruzzo con queste elezioni regionali si trova di fronte a un bivio ed è in grado di cambiare le regole del gioco: lo sostiene Antonio Di Pietro, definendo il candidato Costantini "l’uomo giusto per un giusto Abruzzo per il futuro. Che saprà tenere fuori i riti delle sagrestie dei partiti. L’impegno consegnato a lui è di non guardare in faccia nessun altro  se non della collettività, di non fare a mezzi con nessuno. l’Abruzzo a davanti a sè un grande bivio: riaffidarsi a chi ha organizzato la malagestione della cosa pubblica o scegliere il nuovo che attraverso noi dell’Idv, attraverso l’impegno nostro a tenere fuori coloro che hanno insozzato la politica, possa cambiare le regole del gioco del futuro dell’Abruzzo". Vecchio e nuovo per Di Pietro possono stare insieme, "a patto che chi faceva già politica prima sia rimasto fuori dalle beghe della gestione della politica stessa e dunque delle inchieste della magistratura. I candidati dei singoli partiti della coalizione sono candidati che hanno portato con sè il certificato elettorale e il certificato penale con su scritto nulla".
"Coalizione coesa, non siamo come gli Orazi e i Curiazi"
Il leader dell’Italia dei Valori, ha denunciato inoltre il disinteresse dal governo nazionale verso l’Abruzzo, disinteresse che si sarebbe manifestato dalle manovre dell’ultima finanziaria che non avrebbero erogato alcun finanziamento all’agricoltura e alle piccole e medie imprese di cui è caratterizzato il territorio regionale. Di Pietro ha infine concluso ribadendo la compattezza del suo partito alla coalizione, a partire dalla classe politica che rappresenta con il Partito Democratico il centro sinistra alla regione Abruzzo e per salire alle vicende nazionali che lo vedrebbero in contrasto con il PD per le vicende della commissione di vigilanza Rai. “Aspettano tutti con la bava alla bocca il sangue – ha concluso Di Pietro -, vogliono dividerci per ‘imperare’  ma si sbagliano, non cadremo nel trabocchetto romano degli Orazi contro i Curiazi.

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