Veltroni: «Noi forza di innovazione»

TERAMO – «Nessuno nel mondo politico abruzzese che va alle elezioni non ha un elemento di autocritica da fare", rispetto a quello che è stato il ciclone Del Turco abbattutosi sulla Regione Abruzzo. Ma per Veltroni, il Partito democratico è quello che in sè ha "il maggior potenziale di innovazione e di riformismo di massa. I sondaggi dicono che siamo in grande ripresa, Carlo Costantini è l’uomo che può portare questa Regione verso una fase nuova». Il leader del Pd, a Teramo per incontrare il popolo del centrosinista (nella foto con Stefania Misticoni e il candidato consigliere Angelo Sperandio) riserva pochi minuti del suo intervento alla prossima competizione elettorale abruzzese: non manca la sua parentesi, «solo per poco su un tema meno serio», alla passione cestistica, indicando nei due gioielli del Teramo Basket, Valerio Amoroso e Giuseppe Poeta, «i ragazzi venuti dal Sud, che sanno cosa è il sacrificio e la sofferenza e che hanno dimostrato quanto serve della propria capacità». Temi nazionali, da Berlusconi alla politica disfattista del centrodestra, all’Alitalia, alla crisi, alle paure reali della gente comune, della necessità urgente di mettere mano ai salari e alle pensioni. Veltroni ha sottolineato come in Abruzzo il Pd abbia rivestito «un ruolo di responsabilità, inseguendo testardamente una unità di coalizione, su base programmatica, in cui l’unità politica è uno strumento e non un fine, su cui csotruire il futuro dell’Abruzzo e dell’Italia». E’ stato Franco Marini, anticipando l’intervento del segretario nazionale, a far riferimento alla materia più "fresca" della giornata, lo slittamento delle elezioni: «C’è bisogno di un Governo di responsabilità e al di là delle convenienze – ha detto l’ex presidente del Senato – avremo da fissare una nuova data: non abbiamo bisogno di tempi lunghi. Se una lista deve essere ammessa alla competizione elettorale una decina di giorni bastano, ma una cosa sono dieci giorni, ben altra un rinvio». E quanto alla "ferita aperta" come l’ha definita il candidato presidente Carlo Costantini parlando della vicenda giudiziaria che ha decretato la caduta della giunta Del Turco, Marini ha voluto raccomandarsi perchè «sul piano delle responsabilità ognuno faccia il proprio lavoro secondo cui per legge è preposto: il lavoro in questo caso è quello dei magistrati, ma ricordo che adesso siamo di fronte a degli indagati, domani vedremo di chi è stata la responsabilità». E lanciando il candidato Costantini, tra gli applausi della platea, Marini ha chiuso con un avvertimento: «La differenza tra Chiodi e Costantini è già nel simbolo. Il nostro presidente  ha il suo nome dentro questo cerchio, di Chiodi c’è solo il nome e un simbolo con quello di Berlusconi: attenti, votare Chiodi significa votare Berlusconi in Abruzzo!».

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