Ha 20 anni l’assassino di Max

TERAMO – Chi ha ucciso Ennio "Max" Costantini ha un nome e un cognome e soli 20 anni. E’ Moumen Daib, è marocchino e un regolare permesso di soggiorno, "image"Un’adolescenza difficile, senza padre e allevato dalla madre, che vive e lavora a Teramo da anni. Ha confessato, dando la sua versione dei fatti: «Voleva adescarmi – ha raccontato – e io ho avuto paura… Non volevo ammazzarlo, l’ho colpito con il coltello per difendermi…».

L’arresto
Lo hanno bloccato gli uomini della squadra mobile che per quattro giorni incessantemente hanno battuto tutte le piste. Erano arrivati già alla sua identificazione martedì notte e lo cercavano da due giorni. Stamattina, a pochi chilometri da Teramo, lo hanno trovato a arrestato. Il legale del giovane marocchino, Tommaso Navarra, "image"dirà che Moumed era in moschea, a Campli, per pregare e confessare il pentimento per la sua colpa. Gli investigatori non confermano questa ricostruzione, anzi sostengono che la comunità marocchina era pronta ad organizzare il suo trasferimento all’estero.

Subito convalida dal gip
Il procuratore della Repubblica, Gabriele Ferretti, e"image" il suo sostituto, Roberta D’Avolio, hanno contestato al nordafricano il reato di omicidio volontario aggravato generico, ponendolo in stato di fermo. E hanno voluto subito la convalida dinanzi al gip del tribunale di Teramo, Marco Billi: gli elementi di prova a favore sono tali, è la tesi della procura, che serve "cristallizzare" la confessione del giovane assassino. E così avviene. In oltre un’ora e mezza di interrogatorio nell’aula di tribunale, Moumen racconta la sua versione. E alla fine il gip convalida il fermo, tramutandolo in arresto: per Daib si spalancano le porte di una cella del carcere di Castrogno.

Cosa è successo lunedì sera in quel capannone
Moumen Daib aveva bisogno di un lavoro. Aveva fatto il cameriere in un ristorante della città, ma era stato allontanato dopo essere stato coinvolto in un episodio di furto di cellulari in una palestra vicino a casa sua. Max gli aveva proposto di tenerlo con sè, nell’attività di produzione e installazione di insegne luminose che aveva a San Nicolò. Ma forse è andato oltre, come ha sostenuto il marocchino. In quel capannone artigianale, azienda-dormitorio, i due sono insieme al lavoro: le avances, il rifiuto del ventenne, la colluttazione, il coltello, i colpi, il sangue, tantissimo sangue, un cadavere, un assassino, sono i tragici fotogrammi di un delitto. Daib fugge, con i vestiti sporchi di sangue, torna a casa ma non può nascondere alcuni elementi che lo incastreranno.

Il cellulare, le telefonate, le ferite sul corpo

Il noardafricano ha  però avuto contatti che non sono sconosciuti ai più. Era stato visto con Max, i due cellulari sono stati in contatto, il tabulato telefonico ne è preciso e impietoso custode. E’ attraverso questo, come nelle più elementari indagini, che gli investigatori pongono "sotto attenzione" il giovane. E’ lui l’ultimo ad essere stato contattato, è lui che ha ferite su un avambraccio. Il resto sembra averlo fatto lui, ammettendo quasi subito agli investigatori il delitto.

Bravi poliziotti, dice il procuratore, con gli elementi giusti e subito
Il caso è chiuso: lunedì sera l’omicidio, venerdì mattina l’arresto dell’assassino."image" Un’indagine lampo che ha ricevuto il plauso del procuratore capo Gabriele Ferretti: «Questa soluzione è stata possibile perchè il lavoro svolto dagli investigatori è stato ottimo e di questo mi voglio complimentare con loro: hanno saputo raccogliere subito quegli elementi importanti e decisivi per la soluzione del caso in brevissimo tempo».

C’è un indagato nell’inchiesta

Ma gli agenti della squadra mobile di Teramo, in particolare quelli della narcotici che hanno dato un contributo decisivo a questa indagine, diretti dal vicequestore aggiunto Gennaro Capasso è stato fondamentale, non si fermano qui. L’indagine sta chiarendo il ruolo di una seconda persona, un cittadino macedone, che avrebbe cercato di eludere le indagini sul conto di Daib e che è accusato al momento di favoreggiamento personale.

 

 

Leave a Comment