La gaffe sul benessere animale diventa gaffe-bis

TERAMO – Quella che adesso viene definita “una affermazione" e che ai presenti al Palaska era sembrata piuttosto una battuta poco felice del premier Silvio Berlusconi, sul corso universitario di tutela del benessere animale ha suscitato e sta suscitando non poche polemiche. Al punto che lo stesso candidato alla Presidenza della Regione del Pdl, Gianni Chiodi, è intervenuto con un comunicato stampa per precisare che quel riferimento non era all’Università di Teramo. «Con riferimento alle affermazioni inerenti la necessità di riformare il sistema universitario italiano – si legge nella nota di Chiodi – e all’indicazione di alcuni corsi di laurea frequentati da meno di dieci studenti tra i quali alcuni in ‘Benessere Animale’, è d’obbligo precisare che il riferimento non era specifico per il corso tenuto dalla Facoltà di Veterinaria dell’Università di Teramo». E’ lo stesso candidato a sottolineare, appunto, che «a tale corso di laurea, risultano iscritti circa trecento studenti che testimoniano l’interesse e il valore formativo dell’offerta». Che Berlusconi abbia commesso una gaffe è colpa di taluni giornalisti, «interpreti di parte – li indica così Chiodi – che abbiano voluto ingenerare il dubbio che il Presidente Berlusconi si riferisse all’Università di Teramo, che ha nella Facoltà di Veterinaria e nei suoi corsi uno straordinario punto di eccellenza». Fin qui la fin troppo comprensibile "inversione a U". E’ purtroppo (per il Premier) vero che quel riferimento c’è stato e, come detto dallo stesso Berlusconi, suggerito dallo stesso Chiodi ("Me lo ha detto Gianni che ne avete anche voi e, tra questi, ce n’è uno che mi piacerebbe frequentare: il benessere animale", come da registrazione audio). Ma la gaffe non è stata tanto nel prendersela con l’Ateneo teramano che non ha bisogno di referenze, quantunque altolocate, bensì nel denunciare una personale lacuna di conoscenza di un fondamento legislativo: non solo di civiltà, ma soprattutto di sicurezza del cittadino. Per sapere che il benessere aninale sia alla base della catena di vigilanza e controllo che garantisce la sicurezza alimentare non c’è bisogno di scomodare la direttiva 98/58/CE o il regolamento (sempre CE) n. 882/2004, ma informarsi su una legge nazionale, dello Stato italiano, che le recepisce e addirittura organizza un "Piano nazionale per il benessere animale (PNBA)" del ministero del Welfare… E rispetto a Teramo, la cosa suona ancor più come beffarda e irriconoscente per lo studio e la ricerca in campo veterinario, rappresentati nell’eccellenza non solo della facoltà di veterinaria ma anche e soprattutto dell’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise "G. Caporale". A volte un umile lavoro di ricerca di dati, numeri e informazioni locali potrebbe evitare spiacevoli incidenti di percorso: ad esempio è come se, per indicare il nostro Palaska, scrivessimo Palascapriani. Sì, con la "i" finale…

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