Vicenda banchi raccolta dati giovani: un precario scrive a Chiodi

TERAMO – Un cittadino scrive a Chiodi sulla vicenda della raccolta dati giovani con gli ormai famosi "banchetti". Il cittadino che scrive (e firma), è un precario, non è apartitico (e nella lettera lo specifica) e in pratica tocca quello che al di là delle polemiche ad alcuni sembra il vero cuore del problema e cioè:"Ma a che titolo parla, Gianni Chiodi"? Al candidato presidente del Pdl Gianni Chiodi l’autore delle lettera pone delle domande, dunque, ed è la prima voce di "diretto interessato" che registriamo. Dunque riceviamo e pubblichiamo.

Gentile Dott. Chiodi, mancava l’ultima perla (speriamo sia l’ultima) al “famoso” (si intende localmente, fuori dai confini cittadini è praticamente ignorato) quanto “fumoso” modello Teramo. Non basta agli abruzzesi essere finiti alla ribalta nazionale ed internazionale per la presa della Bastiglia regionale il 14 luglio u.s. No! È opportuno fare ulteriore marketing. Questo, si ricorda, è sempre stato un suo pallino tanto che da Sindaco aveva mantenuto nelle proprie mani la delega al marketing territoriale. Ed eccoci qua sulle prime pagine delle testate nazionali. Complimenti! Pur essendo giovane e non avendo una memoria storica diretta di alcuni accadimenti storico – politici del recente passato, una sufficiente lettura – non di parte – (con Lei conviene specificarlo) ed il racconto di qualche anziano, mi insegna che il suo Dott. Chiodi non è poi tanto un metodo innovativo. Guardi un po’! Oltre al programma elettorale targato Pesaro va a finire che ha copiato anche questo. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole; come riportato dai giornali odierni – e dai libri di storia – il buon Achille Lauro in piena campagna elettorale soleva regalare pacchi di pasta e soprattutto, per garantirsi qualche sicurezza in più, prima delle elezioni la scarpa destra: quella sinistra chiaramente dopo la vittoria elettorale. In tempi più recenti in campagna elettorale si impennava la statistica della strage suina perché un buon panino con la porchetta non si rifiuta da nessuno. Lei mi dirà non c’entra nulla con questo vetero – comportamento da parrocchietta politica; Lei non appartiene alla generazione dei Lauro, o di coloro che mercificano il consenso. Volendo, anche anagraficamente, Lei è giovane; Lei è la rinascita dell’Abruzzo; Le dirò anche che lo slogan Casa Abruzzo non è poi niente male. Il problema però, perché c’è e forse più di uno, è che mi sfuggono troppi aspetti della sua campagna elettorale. Dott. Chiodi ma chi la consiglia? Le vorrei porre alcuni semplici quesiti e non come uomo di parte politica avversa, ma come giovane trentenne, insegnante e precario e quindi facente parte del target generazionale al quale lo spot della “bancarella” si rivolge. Riporto le Sue dichiarazioni apparse virgolettate sulla stampa nazionale: “non si offriva un posto pubblico o fisso, ma una imprenditorializzazione dei giovani” ed ancora “dare ai ragazzi la speranza di farsi imprenditori” ed ancora “era un censimento, e lo faremo senza nomi ne cognomi”. Bene! Dott. Chiodi mi spieghi e lo spieghi ai precari abruzzesi, con estrema semplicità: cosa intende per imprenditorializzazione dei giovani? Dott. Chiodi conosce il significato della parola censimento? Dott. Chiodi pur conoscendo per formazione professionale  – insegno storia – i maestri di riferimento del Suo pensiero politico sociale da Lei definito moderato – liberale – liberista, mi sfugge qualcosa. Dott. Chiodi Lei che è un brillante economista targato Luiss mi spiega perché io e tanti come me, dovrei rivolgermi a Lei, candidato Presidente di una coalizione politica? Quali strumenti possiede Lei oggi, per indirizzare o garantire l’avviamento di una impresa? Dott. Chiodi Lei è Direttore o Presidente di una Banca? Dott. Chiodi Lei è Direttore o Presidente di un Centro di Formazione Professionale pubblico o privato? In attesa delle sue risposte vale l’adagio che a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre. A pochi giorni dal voto questa vicenda è proprio stonata, sa di vecchio, di passato, sa soprattutto di presa per i fondelli di un’intera generazione. Se poi è una operazione mediatica volta a far parlare di Lei e del suo gruppo politico la stampa locale e nazionale… complimenti! Le ripeto, ma chi la consiglia? Il gioco Dott. Chiodi non vale la candela: glielo dice un giovane, laureato, precario, teramano, abruzzese ed incazzato; con un emolumento assai inferiore all’indennità di un “certo Sindaco dimissionario” che non più tardi di qualche mese fa  era angustiato dal pensiero di dover trascurare il proprio lavoro – più redditizio – per dedicarsi al “bene comune”. Prof. Alessio D’Egidio  

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