Centro oli di Ortona, il Governo impugna la legge

ROMA – Il Consiglio dei Ministri ha impugnato oggi la Legge regionale n. 14 del 15 ottobre 2008 ”Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 marzo 2008, n. 2 (Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina)” con la quale, tra l’altro, si vietava a rilasciare, fino al 31 dicembre 2009, permessi per ”costruire insediamenti di industrie che svolgano attivita’ di prospezione, ricerca, estrazione e lavorazione di idrocarburi”, come il Centro oli dell’Eni a Ortona. I rilievi riguardano il fatto che la Regione ”agisce in prorogatio” e, inoltre, che la legge ”Prevede inoltre divieti generalizzati alle attivita’ di prospezione, ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di idrocarburi. Tali divieti contrastano con la normativa nazionale e comunitaria in materia di energia e di liberta’ di iniziativa economica”: E sempre sul Centro oli, il Consiglio provinciale, in corso di svolgimento, ha approvato all’unanimità, su proposta del consigliere di Rifondazione Raimondo Sfrattoni, un ordine del giorno in cui impegna il Presidente e la Giunta a “sostenere in tutte le sedi l’assoluta contrarietà della Provincia di Teramo alla costruzione del cosiddetto Centro Oli”. Il Consiglio impegna la commissione dei capigruppo a convocare entro il mese di marzo uno o più Consigli provinciali straordinari, aperti alla partecipazione delle altre istituzioni competenti e delle principali associazioni ambientaliste, dedicato alle emergenze ambientali e specificatamente al rischio di costruzione di un centro di prima raffinazione del greggio da estrarre lungo la costa abruzzese.

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