Sanità: per Sacconi il commissariamento funziona

TERAMO – Mentre l’Abruzzo discute sulla grave situazione economica determinata dalla cattiva gestione della spesa sanitaria e si dibatte sull’aumento di ticket (atto quasi "dovuto" per il commissario Redigolo) il ministro alla Sanità Sacconi cita proprio il caso Abruzzo. Lo fa sostenendo la positività della strada del commissariamento in un’intervista all’Espresso, ripresa da DoctorNews. "Là dove si è realizzato, come nel Lazio o in Abruzzo – spiega il ministro – ha determinato il cambiamento di rotta nella gestione e nella qualità del servizio". Un cambiamento auspicato anche per altre Regioni, quasi tutte al Sud: entro marzo il Governo deciderà se commissariarne la sanità. "A giorni decideremo su Sicilia, Campania, Molise. Poi c’è un caso Calabria sotto la lente", sottolinea, senza entrare nei dettagli. Per il ministro, questo è "un modo di dare fiducia alle popolazioni in tempi brevi e percettibili: non stiamo parlando di razionare le prestazioni, ma di allargarle, riducendo la dinamica della spesa come accade nelle aree efficienti. Dobbiamo evitare che la spesa sanitaria cresca secondo tendenze che fanno prevedere più del raddoppio entro il 2050. Più di quella previdenziale". La priorità è ancora colmare il divario fra Nord e Sud Italia. "Abbiamo metà Paese che dà servizi socio-sanitari di buon livello – ribadisce Sacconi – e l’altra metà, il Centro-Sud, che spende di più ma garantisce di meno, con ricoveri ospedalieri inappropriati e cittadini condannati alla mobilità".

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