Costantini: rivoluzione negli Enti locali

PESCARA – (Acra) – I gruppi di opposizione presenteranno domani in Consiglio regionale una ventina di emendamenti al progetto di legge del Pdl sui "Principi generali in materia di riordino degli enti regionali". Per il capogruppo dell’Idv alla regione, Carlo Costantini, con la presentazione degli emendamenti, alcuni dei quali proprio dell’Idv, si vuole evitare che l’iniziativa del centrodestra sul riordino degli enti "resti una scatola vuota, del tutto priva di una reale portata innovativa". Per Costantini nel progetto di legge del Pdl "c’é solo una norma che consente a Chiodi di nominare commissari in attesa che si proceda al riordino". Fra gli emendamenti presentati da Costantini, con il consenso degli altri gruppi di opposizione, l’esclusione dalle società regionali e dall’amministrazione degli enti, oltre che dagli organi di revisione contabile, dei rinviati a giudizio contro la pubblica amministrazione e dei condannati in primo grado per delitti non colposi, oltre che per reati ambientali o derivanti dalla violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro; la sostituzione dei consigli di amministrazione delle aziende regionali con amministratori unici. Negli emendamenti l’opposizione dice inoltre stop alle società regionali "che si moltiplicano facendo shopping di altre società". Per Costantini "gli acquisti fallimentari operati dall’Arpa fra il 2000 e il 2005 sono emblematici". Stop si dice anche alla proliferazione degli enti e delle società regionali: per ogni singolo settore di competenza della Regione si prevede la costituzione di non più di un ente o società. Per le nomine degli amministratori si prevede non più "una generica pregressa esperienza, come proposto dal Pdl, ma una pregressa esperienza maturata nel settore specifico di riferimento". L’emendamento fa riferimento in particolare al caso del giornalista Diaconale, recentemente nominato a capo del parco del Gran Sasso. Fra gli emendamenti anche un tetto insuperabile ai compensi di amministratori di enti e società regionali che non potrà in nessun caso superare il 40% dell’indennità lorda dei consiglieri regionali; il divieto inoltre di cumulo tra indennità di carica degli amministratori locali e compensi derivanti dall’amministrazione o dal controllo contabile di enti e società regionali.

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