E’ attivo il "Taxifarmaco" nei comuni della Comunità Montana del Gran Sasso

TERAMO – E’ stato attivato il servizio "Taxifarmaco" con il quale si intende supportare anziani oltre i 65 anni, disabili e persone in stato di necessità attraverso la consegna a domicilio di farmaci e beni di prima necessità. L’iniziativa, illustrata nel corso di una conferenza stampa, è stata resa possibile grazie all’approvazione di un progetto di servizio civile promosso dall’assessorato alle politiche sociali della Provincia e realizzato dalla comunità montana in collaborazione con Federfarma. Per accedere al servizio è sufficente telefonare il numero verde gratuito 800 70 12 88 dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13,30. Quattro volontari saranno a disposizione per raccogliere le telefonate, acquistare i farmaci (previa prescrizione medica) o i generi alimentari e provvedere alla consegna domiciliare. I comuni interessati dal servizio sono quelli della Comunità Montana del Gran Sasso, ovvero: Castel Castagna, Castelli, Colledara, Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso, Montorio al Vomano, Pietracamela e Tossicia. Finalità del progetto, che si avvale della collaborazione delle farmacie ocali e dei medici di base, è quella di sperimentare un nuovo modello di assistenza sociale per quelle persone che vivono in aree periferiche o sono ostacolate per qualsiasi impedimento a recarsi nei punti di distribuzione dei prodotti necessari. Il servizio durerà un anno, al termine del quale, una volta valutati i dati sulla fruizione da parte dell’utenza, si deciderà di allargarlo anche ad altri comuni. "Nonostante i tagli operati sui progetti di Servizio Civile – ha dichiarato l’assessore provinciale alle Politiche Sociali, Mauro Sacco – è importante riuscire a offrire un’occasione di impegno civile per i ragazzi volontari e una forma di tutela verso le fasce più deboli della società". Nel corso della conferenza stampa, allarme è stato lanciato dal presidente della Comutià Montana del gran Sasso, area O, sull’impossibilità di poter approvare il bilancio e dunque la prosecuzione di servizi sociali importanti per i piccoli comuni delle zone interne. La mancata chiarezza sulle Comunità Montane che dovranno essere soppresse e dunque l’impossibilità a concedere erogazioni da parte della Regione alle comunità montane, avrebbe paralizzato la situazione mettendo in ginocchio le attività portate avanti finora, oltre una sessantina di persone (tra dipendenti e indotto) che da fine marzo potrebbero non ricevere più lo stipendio.

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