Il Centro Oli fa già male all’Abruzzo

PESCARA – "Ci arrivano segnalazioni dai territori di disdette di prenotazioni turistiche soprattutto da turisti stranieri. Segnali negativi arrivano anche dall’export abruzzese: negli Stati Uniti pensano che il Centro Oli sia già attivo e per questo hanno ridotto la domanda di vino abruzzese. Un allarmismo ingiustificato, che intendiamo combattere e debellare per il bene delle nostre aziende". L’allarme è dell’assessore regionale all’agricoltura, Mauro Febbo, che, secondo quanto riportato da Regflash, ha integrato le dichiarazioni del Governatore Chiodi che è tornato a garantire che il Centro Oli di Ortona non si farà e che ha spiegato anche la situazione relativa alla costituzione processuale da parte della Regione.  "Il Centro Oli non esiste e non esisterà. Chi dice il contrario lo fa solo per strumentalizzazioni politiche: io, come presidente della Regione, dico invece agli abruzzesi che la struttura dell’Eni non verrà mai alla luce".  Il presidente  ha chiarito la posizione politica della Giunta regionale. "Dai precedenti governi regionali sul Centri Oli erano giunti segnali positivi, concretizzatisi con la firma di 16 provvedimenti amministrativi concessori, da questa Giunta non arriveranno mai azioni in questo senso. La nostra linea politica è chiara: il Centro Oli non si farà anche perché non rientra più nei piani dell’Eni". Sull’aspetto processuale della vicenda, cioè la costituzione della Regione Abruzzo innanzi alla Corte costituzionale per il ricorso del governo contro la legge regionale 14/2008 che tante polemiche aveva sollevato anche da parte dell’opposizione, il presidente della Regione, confortato dal responsabile dell’Avvocatura regionale, Sandro Pasquali, ha precisato che "i termini per presentare la costituzione innanzi la Consulta sono scaduti il primo febbraio scorso e non qualche giorno fa come qualcuno vuole strumentalmente far credere; la Giunta regionale ha convocato la prima riunione il 2 febbraio quindi l’Avvocatura non era in grado di predisporre gli atti amministrativi per la costituzione processuale, come ad esempio la procura speciale che deve essere firmata dal presidente della Regione su autorizzazione della Giunta con atto deliberativo". "Ma – precisa Chiodi – nonostante questo, ho dato mandato all’avvocato Pasquali di predisporre la costituzione tardiva che ci permetterà innanzi la Corte di far valere le nostre ragioni a difesa della legge 14/2008, nonostante essa presenti evidenti caratteri di illegittimità". Nonostante le buone intenzioni, dunque, il centro Oli fa male e certo all’Abruzzo non fanno bene le altre numerose concessioni di cui le organizzazioni che tutelano il territorio riferiscono ogni giorno.

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