Come il Braga? In tutt’Italia sono 22

TERAMO – La situazione del Braga non è isolata. In un documento comune i direttori di Istituti  e Conservatori si rivolgono al presidente del Consiglio per sciogliere un nodo che è ormai di sopravvivenza ma che è originato dall’assenza di chiarezza sui ruoli e i doveri attribuiti al piano dell’amministrazione locale e a quello nazionale per la cultura musicale. Ecco il documento congiunto.
"In Italia, oltre ai Conservatori di musica statali, esistono altri 22 Conservatori non statali ma pubblici, finanziati dagli Enti locali, queste Istituzioni da un punto di vista legislativo fanno capo alle direttive ministeriali, le quali impongono uno Statuto particolare e prevedono diversi Organi di gestione (Consiglio accademico, Consiglio di Amministrazione, Revisori dei conti, Nucleo di valutazione ecc.), per sostenere tali Organi, nel 2005, ci fu l’impegno dello Stato che fosse garantito ai Conservatori non statali un contributo economico che in realtà fu elargito nel 2007 e nel 2008 ma ch’è stato completamento azzerato per l’anno in corso. E’ ovvio che la mancanza dei contributi mette in grave difficoltà le Istituzioni e gli Enti locali di riferimento i quali si chiedono perché devono finanziare totalmente delle Istituzioni che però fanno riferimento alle direttive del Ministero dell’Università (compreso il reclutamento dei docenti). Fra questi Conservatori non statali ve ne sono alcuni di grandi città come Ancona, Aosta, Bergamo, Caltanisetta, Catania, Cremona, Livorno, Lucca, Modena, Pavia, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Siena, Taranto, Teramo, Terni ecc. è dunque evidente che il sistema dell’Alta formazione musicale non può non tenerne conto, in nome di una chiarezza sul ruolo che le stesse Istituzioni sono chiamate a svolgere e in nome di un’omogeneità di rapporti al fine di creare un’offerta formativa musicale che sia degna di un Paese come l’Italia che ha una tradizione musicale straordinaria. I Direttori e i Presidenti dei Conservatori non statali hanno già chiesto un incontro con il Ministro Gelmini in data 22 dicembre 2008, non ricevendo risposta, ora sollecitano il Presidente del Consiglio a prendere a cuore questa situazione, non solo per il bene delle Istituzioni e delle città elencate ma anche per il bene dell’educazione musicale e delle sorti della musica in questo nostro Paese".

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