Gli ultrà del Teramo contro le denunce

TERAMO – Tornano a far sentire la loro voce gli ultrà del Teramo Calcio, all’indomani della notifica di una ventina di denunce per aver partecipato alla manifestazione del 15 novembre a sostegno del loro compagno "Piattola", che era detenuto nel carcere di Castrogno. «Stiamo parlando in questo caso – dice la nota degli ultrà – di una manifestazione con un regolare preavviso nella quale (tutti immaginavano ed erano al corrente) si sarebbe espressa una forte condanna nei confronti di un contesto falso e pregiudizievole. Quando c’è da difendere la libertà, non ci sono mezze misure per condannare chi, viceversa, pensando di vivere in uno stato di polizia, calpesta quotidianamente certi diritti come appunto nel caso di Graziano, in carcere per 76 giorni, sulla base di semplici ipotesi e supposizioni (strumentali e mirate)». Secondo gli ultrà, si tratta dell’ennesimo «attacco repressivo orchestrato ai danni della scomoda realtà ultrà di Teramo» e che sussista una sorta di persecuzione o, peggio, «una continua privazione di sacrosanti diritti…, di chi dimostra di gettare benzina sul fuoco, in un conflitto in cui le loro evidenti responsabilità non hanno mai trovato condanna». La ventina di denunce di qualche giorno fa si aggiungono alle altrettante presentate nei confronti delle stesse persone per un’altra manifestazione, quella di solidarietà nei pressi del carcere di Castrogno, a favore di "Piattola" detenuto, secondo gli ultrà, per un provvedimento di carcerazione ingiusto.

 

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