Chiodi: «Abruzzesi tosti, più tosti del terremoto»

L’AQUILA – E’ rimasto in disparte dal giorno del sisma. Sempre presente all’Aquila fin dalla prima ora, ma quasi in riflessione sul suo ruolo e sulla sua responsabilità di Governatore: che doveva avere un solo grosso ostacolo, il bilancio da risanare, e che invece si ritrova a governare una calamità naturale come la distruzione del capoluogo regionale. Stasera Gianni Chiodi è uscito dal guscio, e ha parlato. Lo ha fatto nel collegamento in diretta dall’Aquila con Sky Tg24 nello Speciale Terremoto Abruzzo. Nel giorno del lutto, pur nel dolore di Governatore, Chiodi non ha perso la sua lucidità: ritiene che se ci saranno responsabilità nei crolli, queste saranno fatte valere a tutti i livelli». Alla domanda su cosa farà il Governatore, è convinto: «Quello che sta facendo il Governo, che è molto vicino all’Abruzzo, attraverso misure importanti che saranno in futuro ancora più importanti. Dovremo rendere attrattivo l’Abruzo, dare aiuti all’economia. Sono convinto che da quesdta situazione potrà arrivare nuova voglia di fare. Tre mesi fa credevo di dover risanare il bilancio, di governare bene, di rimettere a posto la sanità abruzzese; non pensavo mai di dover ricostruire dal terremoto. La mia adesso diventa una missione per ridare la vita a questa gente. Ci vorranno anni, però gli abruzzesi sono tosti e più tosti del terremoto».
Per dirla come qualche sfollato ha detto a Berlusconi, ha paura, Chiodi, di rimanere solo?
«Non ho paura di rimanere solo – ha risposto l’ex sindaco di Teramo -. Combatterò per non rimanere solo. Il presidente Berlusconi è stato chiarissimo: di fronte a una catastrofe del genere, le priorità del Governo cambiano. Mi ha detto personalmente che questa è priorità più di altre e che il Governo modificherà la scala di priorità per una comunità abruzzese fatta di donne, anziani, famiglie. Non stiamo parlando cioè di numeri asettici di una tendopoli, ma parliamo di persone e sono convinto che il Governo manterrà la promessa. Noi in questi giorni abbiamo sentito la presenza dello Stato, è questa sensazione è stata confermata anche dai pareri delle persone nella tendopoli».

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