Vergogna strumentalizzare il dolore

TERAMO – Oggi è il giorno del lutto. E sarebbe bene, rispettoso e umile, restare in silenzio, partecipando alla commozione e al dolore dei nostri fratelli, abruzzesi prima e italiani dopo. E se potesse servire ad aiutarci, e non fosse d’intralcio a chi sta lavorando per riconsegnare agli aquilani una dignità di vita, potrebbe anche essere utile andare a vedere come si soffre lì, in quella zona, sfollati e soccorritori. E’ un invito che estendiamo anche a quegli operatori dell’informazione, nostri colleghi, che non perdono anche questa occasione per vestire il loro maglione politico e vergognosamente strumentalizzare trasmissioni politiche per recuperare il gap temporale rispetto all’ora del terremoto (andare in onda di giovedì significa dover trovare per forza un argomento di polemica?). L’Aquila di tutto ha bisogno fuorchè di scandalose esibizioni come quelle viste ad Anno Zero, dove la protezione civile è finita sul banco degli imputati perchè, forse, hanno avuto il peccato di non essere sotto casa dei terremotati un minuto dopo il sisma. Elogiati dovunque, in ogni angolo del mondo, anche dagi stessi terremotati, per la presenza, l’impegno, l’abnegazione e la dedizione profuse nei soccorsi, crocifissi da una passerella di personaggi che non hanno avuto nemmeno il buon senso di andarsi a documentare sul posto, tra le macerie, tra il dolore, tra chi lavora alla macchina organizzativa, come abbiamo fatto addirittura noi, piccoli cronisti di provincia di un piccolo sito di informazione on-line. E non possiamo non biasimare anche quel nostro noto concittadino medico il cui fuori-onda ricco di parolacce  non solo ha tradito un probabile personale risentimento ma certo non dato lustro a quei tantissimi teramani che si sono immediatamente precipitati nella zona del sisma per aiutare i frateli abruzzesi. E che dire di quel suo collega medico aquilano che accusava in tv la protezione civile di non aver avuto nemmeno una bottiglia di acqua per i malati, alle 11.30: crediamo che l’ospedale in cui lavorava e che oggi viene additato come pietra dello scandalo da tutto il mondo, non avesse certo i requisiti antisismici, ma vivaddio una bottiglia di minerale, questo sì! Preghiamo il silenzio. Lasciamo stare la politica, lasciamo stare anche la più piccola occasione di polemizzare e strumentalizzare, facciamo tutti un esame di coscienza, oggi è il giorno-simbolo del dolore.

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