Appello al Governatore Chiodi:"L’Abruzzo intero non può andare al voto"

TERAMO – Oggi più che mai in Abruzzo servono segnali di democrazia. Dunque è il caso di ragionare sulle elezioni. Diamo per scontato che, per motivi ovvi, all’Aquila non si voterà, come in queste ore si sta decidendo. Ma è in tutt’Abruzzo che non si deve votare, non solo all’Aquila. E ovviamente per motivi diversi e se permettete, più importanti. In Abruzzo, il 6 e 7 giugno non si può votare perchè il voto è espressione di libertà e impegno di democrazia. Noi abruzzesi in questo momento non siamo liberi e di conseguenza non siamo in grado di testimoniare democrazia. Non siamo liberi, siamo sotto scacco, in mano di "altri", non siamo padroni della nostra vita. Per le condizioni concrete determinate dal terremoto in tutta la regione (dai morti che piangiamo, allo stress delle scosse notte e giorno, agli edifici pericolanti, agli stadi e ai parcheggi aperti di notte per accoglierci, agli alberghi della costa occupati dagli sfollati, alla condizione economica che non può che peggiorare) e per quelle indirettamente provocate (la dipendenza totale da chi ti dice se puoi rientrare in casa, se puoi mandare tuo figlio a scuola, se puoi passare sotto un ponte, se puoi dormire, se potrai avere denaro che qualcuno ti regalerà, se saranno gli americani o una cantante a farti rientrare in chiesa). Ora, siamo sotto scacco e sotto ricatto. Non solo: siamo in mano a gente (a livello nazionale e a livello regionale) che sta facendo benissimo e moltissimo. Questi signori (ad esempio il Governatore Chiodi), non possono essere trascinati nella palude della campagna elettorale, non possono perdere tempo in giro per l’Abruzzo a rintuzzare, a rispondere su questa o quella polemica. Quale sarà l’argomento della campagna elettorale, in Abruzzo? Non ci saranno argomenti: ci sarà la speculazione (per forza di cose, da destra e da sinistra), della tragedia che viviamo. Mezzo Abruzzo in tenda, l’altro mezzo impegnato a soccorrerlo. E’ la condizione per impiantare una campagna elettorale? Con le amministrazioni impegnate con gli sfollati, le scuole da riaprire, le classi da accorpare, gli studenti da spostare e da sistemare, i malati da gestire in giro negli ospedali, le aziende chiuse, la terra che trema, la gente che non dorme, le tendopoli non solo per gli aquilani. E ancora: ma noi abruzzesi un’elezione non vincolata alla tragedia non ce la meritiamo? Abbiamo votato a dicembre perché a luglio ci hanno arrestato il presidente della Regione. Votiamo 4 mesi dopo con le macerie che schiacciano l’urna e i morti che sono i nostri figli, i fratelli, gli amici, quelli che abbiamo scelto per parlare di politica, quelli che volevamo vedere candidati. A Chiodi, al Governatore che tre mesi fa si è insediato per indirizzare l’Abruzzo e che oggi si trova a doverlo salvare, a Chiodi che in questa tragedia rappresenta l’uomo su cui puntare, in cui credere, da sostenere con tutte le nostre forse chiediamo di difenderci ancora di più. Governatore, ci eviti un’altra umiliazione: il voto senza senso. 

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