"Presto lo stato d’emergenza a Teramo"

TERAMO – Stato d’emergenza subito, altrimenti D’Agostino è pronto a incatenarsi dopo l’incontro che avrà domani con Bertolaso. E poi è necessario un consiglio regionale aperto agli amministratori locali. E ancora: certezze e atti amministrativi chiari dal governo centrale e impegni per gli albergatori che ospitano gli sfollati. E’ tragedia all’Aquila ma è emergenza anche in provincia di Teramo, dove sono ospitati 23mila sfollati e dove i danni strutturali ammontano ad una decina di milioni di euro. Il punto della situazione e le proposte per affrontare la situazione a 15 giorni dal sisma sono state delineate nel corso di una conferenza stampa convocata dal presidente della provincia, Ernino D’Agostino,  che ha  ribadito l’urgenza per gli enti locali della concessione da parte del governo dello stato d’emergenza e degli sgravi fiscali anche per il territorio teramano. D’Agostino ha sottolineato l’incertezza economica nella quale versa il tessuto produttivo locale, dove gli albegatori che ospitano gli sfollati si trovano a non avere certezze sui rimborsi per le spese sostenute e vedono scricchiolare l’apertura della stagione turistica a causa delle cancellazioni delle prenotazioni. Stessa situazione per i dipendenti di aziende private che vedono compromessi i redditi per il mancato avvio delle attività. Paralisi anche per le scuole e gli edifici pubblici: secondo il presidente servono "risorse subito" per il ripristino e la messa in sicurezza degli edifici. Comuni e Province starebbero infatti tamponando la situazione impegnando le risorse, già esigue, nelle casse degli enti ma servirebbe al più presto, secondo D’Agostino, una deroga al patto di stabilità. Tra le proposte la Provincia di Teramo chiede al governatore Chiodi la convocazione di un Consiglio regionale aperto agli amministratori locali dove possano trovare spazio le istanze dei comuni colpiti economicamente e strutturalmente. In questa sede D’Agostino vuole il confronto sulla rimodulazione dei fondi previsti dai programmi Fas, Fes e Fse, da mettere a disposizione per il sostegno all’economia e al lavoro e sui quali bisognerebbe aprire un tavolo  per accelerare le procedure. I fondi per la ricostruzione, secondo D’Agostino, dovrebbero arrivare da altri canali, ma secondo il presidente "mancano ancora atti amministrativi che impegnino le somme promesse". "L’Abruzzo agli abruzzesi" è infine il monito lanciato in conferenza stampa da d’Agostino, secondo il quale non è possibile che gli enti locali siano esautorati dai progetti di ricostruzione ed è indispensabile salvaguardare il ruolo delle imprese teramane evitando "colonizzazioni" da parte di altre imprese estere. Queste istanze, ha annunciato ancora il presidente della Provincia di Teramo D’Agostino, saranno portate domani all’attenzione del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, nel corso di un incontro con gli amministratori locali. "Noi esigiamo lo stato d’emergenza – ha dichiarato D’Agostino – se questo non ci verrà riconosciuto, io come i sindaci di numerosi comuni colpiti, saremo pronti anche a incatenarci.  La situazione è grave per tutti, Teramo ha bisogno dell’estensione dei benefici fiscali concessi all’Aquila".

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