"Teramo non sarà esclusa dai contributi per la ricostruzione"

TERAMO – “Il terremoto non è più forte di noi” è il messaggio lanciato dal candidato sindaco di Teramo per il Popolo delle Libertà, Maurizo Brucchi, intervenuto attraverso una nota sulla perimetrazione delle aree colpite dal sisma effettuata dalla Protezione Civile attraverso un decreto che però non include il territorio comunale. In questa fase, secondo Brucchi, non deve impensierire il fatto che Teramo non sia compresa tra i 49 comuni  che godono dei benefici di natura fiscale, dal momento che si tratterebbe di una “perimetrazione provvisoria” e che non impegna spese. Altra cosa, secondo il candidato sindaco del PdL, saranno i decreti che prevederanno contributi alla ricostruzione e alla sistemazione dei danni. ”In quelli – ha dichiarato Brucchi – Teramo non potrà non essere inclusa, viste le previsioni dell’ordinanza del presidente del Consiglio che indica quali destinatari degli aiuti tutti i Comuni “che hanno risentito di un’intensità pari Mcs uguale o superiore al sesto grado” e la lettura stessa della definizione di sesto grado nella scala Mercalli  Cancani Sieberg indica, con assoluta chiarezza, come Teramo abbia risentito esattamente di una pari intensità sismica”. Alla luce di questo, tutta la classe politica si starebbe attivando affinché Teramo sia compresa nella perimetrazione successiva, sarà fondamentale dunque, secondo Maurizio Brucchi, censire i danni celermente e affrettarsi a richiedere i sopralluoghi per le opportune verifiche negli edifici e nelle sedi delle attività. L’impegno dichiarato dal candidato sindaco sarà quello di trovare soluzioni affinché l’economia veda riconosciuti i danni subiti dal sisma, specialmente il settore commerciale che, in un anno segnato dalla crisi, vedono ulteriormente contratto il volume d’affari per via del sisma. “Nel momento in cui si avvierà la ricostruzione dell’Aquila e di quel tessuto abruzzese che il sisma ha sconvolto – ha infine dichiarato Brucchi – sarà doveroso chiedere che si tenga conto sì, e prima di tutto, dei danni maggiori, ma che non si trascurino quelli minori, perché in qui danni c’è una parte del passato, del presente e del futuro della nostra Teramo”.

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