«Non solo terremoto, ora è emergenza alluvione»

TERAMO – All’emergenza terremoto si aggiunge quella dell’alluvione. Sono numerosi infatti i tratti delle strade provinciali interrotte e infrastrutture danneggiate dalle copiose piogge degli ultimi giorni. La peggior conseguenza l’ha subita la Teramo-Mare, che si è sbriciolata come pastafrolla sotto i colpi della furia delle acque del fiume Tordino, che è esondato allagando campi e divorando quasi un centinaio di metri di carreggiata, nel tratto tra Bellante e la zona industriale di Sant’Atto. Il traffico è stato bloccato e deviato sulla statale 80, a monte e a valle dei due svincoli la transitabilità è regolare. Il punto sull’emergenza è stato fatto dal presidente della Provincia, Ernino D’Agostino, nel corso di una conferenza stampa in cui è stato annunciato che la richiesta al governo dello stato d’emergenza è necessaria che a questo punto sia estesa anche per i danni provocati dall’alluvione e sia formulata attraverso il pronunciamento dell’intero consiglio provinciale, convocato in serata alle 19. Queste le strade interrotte: oltre al tratto di Teramo-Mare, chiusa anche quella per Cordesco, il tratto Tossicia-Ornano. e il tratto montano dal bivio di Campotosto della strada statale 80. Massima allerta anche sui ponti, ci sono interventi in corso su quello di Castelnuovo, chiuso da ieri, mentre non presenta particolari problemi quello di Fontanelle. Pietracamela infine è isolata per via di un grande masso che blocca la strada che conduce verso il comune. In totale sono 50 i punti interessati da frane e smottamenti in provincia. Il presidente D’Agostino ha riunito in queste ore l’unità di crisi e sta attivando un gruppo di coordinamento composta dagli enti locali e dall’Anas per deliberare lo stato d’emergenza. “Per quel che riguarda il palazzo dell’ente provinciale lesionato dal sisma – ha dichiarato D’Agostino – saranno necessari interventi di adeguamento strutturale dell’edificio, intanto gli uffici troveranno collocazione per un anno nella sede della ex Banca d’Italia in via Carducci”. Da una prima stima fatta dagli ingegneri interpellati, l’adeguamento strutturale che occorre al palazzo della Provincia per renderlo meno vulnerabile a eventi sismici si aggira su una cifra di 2milioni e mezzo di euro.

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