Una casa nuova varrà 150mila euro

L’AQUILA – Ricostruire una casa distrutta dal terremoto, per un privato, varrà 150mila euro. E’ l’ammontare del contributo che il Governo verserà a chi, nel dopo-sisma, dovrà e vorrà ripartire da zero, costruendosi una casa da solo. Ottantamila euro saranno riconosciuti invece a chi ha avuto l’edificio danneggiato. E Berlusconi ha anche pronta una lista di 44 monumenti da sottoporre al G8 per l’adozione da parte dei Paesi esteri. Sono alcune delle decisioni adottate dal Consiglio dei ministri che si è tenuto oggi all’Aquila, a Coppito.
Fondi per la ricostruzione. L’intervento dello Stato sul terremoto sarà così suddiviso: un miliardo e mezzo per l’emergenza e 6,5 miliardi per la ricostruzione. A spiegare l’articolazione delle risorse, è stato il ministro dell’Economia, Tremonti, assicurando che non ci sarà alcun intervento sulle tasse. Il decreto prevede 150.000 euro per chi ricostruirà da sè la casa distrutta e 80.000 euro per chi ha una casa danneggiata. Per il ministro, inoltre, la previsione di una zona franca dai tributi è un diritto.
Per il G8 ci sono 44 monumenti da salvare. Il governo ha fissato un elenco di 44 beni culturali da ricostruire che potranno essere ‘adottati’ dai Paesi esteri. Lo ha spiegato Silvio Berlusconi al termine del Consiglio dei ministri. ”La scelta – ha aggiunto il premier – sarà fatta sulle carte, ma quando verranno qui i nostri colleghi saranno accompagnati sul luogo per vederli”. Insomma, ha concluso con una battuta, ”un’adozione a distanza con verifica successiva”.
Chiodi: «Il decreto soddisfa le nostre esigenze». "Quello del Governo è un decreto organico, completo che risponde in pieno a tutte le esigenze che avevamo prospettato e soprattutto in tempi rapidissimi e questo fa ben sperare per l’attività di ricostruzione rispetto al passato". Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, a margine della conferenza stampa di Silvio Berlusconi per illustrare il decreto Abruzzo del dopo terremoto. "Subito dopo i funerali solenni – racconta Chiodi – noi abbiamo subito iniziato a lavorare seriamente avendo una continua interlocuzione con il Governo. Tutto ciò che noi abbiamo chiesto e le cose più importanti sulle quali avevamo concentrato le nostre attenzioni, sono state garantite nel provvedimento del Consiglio dei ministri e in molti casi anche migliorate".

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