TERAMO – Erano la provincia di Teramo e 8 persone con piccolio precedenti penali i terminali italiani per la pulizia di banconote da 100 dollari, perfettamente riprodotte, al punto tale da ingannare anche i dipendenti degli sportelli bancari. I carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Teramo, in collaborazione con i colleghi del comando antifalsificazione monetaria e del Field Office di Roma dello United States Secret Service, hanno eseguito la scorsa notte 8 ordinanze di custodia cautelare in provincia e sequestrato 500mila dollari statunitensi falsi in banconote da 100. In manette sono finiti due coniugi di Ancarano, due fratelli di Alba Adriatica e altre 4 persone di Martinsicuro, Notaresco e Giulianova. Secondo quanto illustrato dal colonnello Alessandro Gentili, comandante dei Carabinieri del nucleo antifalsificazione monetaria, l’inchiesta era scattata nel febbraio 2008 e aveva individuato nel Teramano un terminale dove questa organizzazione riusciva non solo a tenere contatti per il rifornimento di valuta americana contraffatta, da San Marino fino a Panama, ma anche a riuscire a "ripulire" il denaro attraverso versamenti e cambi soprattutto negli istituti di credito. I militari, grazie anche al fattivo sostegno dell’ufficio romano dei Servizi segreti americani che si occupa della tutela del dollaro in Europa, rappresentato nella conferenza stampa di oggi dal responsabile Robert Guido Gombar,sono riusciti in oltre un anno di indagini a ricostruire i movimenti di cambio valuta nel Teramano, nelle province di Perugia e Ascoli Piceno e a San Marino. Tutte le operazioni erano eseguite dagli arrestati e la fattura dei dollari era talmente accurata che gli stessi impiegati delle banche non si accorgevano della contraffazione: soltanto successivamente, alla conta del denaro attraverso i macchinari specializzati, ci si rendeva conto della truffa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore di Teramo, Roberta D’Avolio, gli otto arrestati ottenevano dall’operazione di cambio una percentuale del 20% dell’importo negoziato. Al termine delle operazioni di rito gli otto indagati sono stati rinchiusi nel carcere di Castrogno a disposizione del magistrato, con la contestazione di spendita di banconote contraffatte.
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