Consiglio provinciale unanime: "Stato d’emergenza anche a Teramo"

TERAMO – Da una prima stima fatta dal settore Viabilità della Provincia ammontano a circa 12 milioni di euro i danni causati dalle eccezionali piogge del 22 e 23 aprile scorso. Anche di questo si è discusso nel corso del Consiglio Provinciale straordinario convocato per chiedere lo stato d’emergenza per l’intero territorio della provincia di Teramo e risorse immediate da destinare sia agli enti locali impegnati nelle attività di soccorso e gestione del rischio, sia agli operatori turistici che hanno accolto le famiglie sfollate nelle strutture ricettive.  Tra le richieste avanzate al Governo nazionale dal Consiglio provinciale, che ha votato all’unanimità l’ordine del giorno, figura la rivisitazione della zonizzazione delle aree colpite dal terremoto allo scopo di consentire l’accesso agli aiuti economici e sociali a tutta l’area montana del capoluogo a al comune di Teramo, colpito anch’esso da gravi danni provocati prima dal sisma, poi dalle piogge abbondanti degli ultimi giorni. Nel documento all’ordine del giorno che il presidente della Provincia, Ernino D’Agostino, ha portato all’attenzione del Consiglio, oltre la richiesta di un riconoscimento del ruolo delle province nei programmi di ricostruzione, sono state formulate diverse proposte chiamate ad  essere oggetto di concertazione tra il Governo e la giunta regionale attinenti i programmi per la gestione dell’emergenza. In particolare si chiede l’istituzione di un servizio geologico regionale, la definizione di un piano straordinario per la messa in sicurezza del territorio coordinato dalla Provincia e la destinazione di un pacchetto di misure fiscali a sostegno delle piccole e medie imprese e al reddito dei lavoratori. "Non contendiamo le risorse ai fratelli aquilani – ha dichiarato il presidente, Ernino D’Agostino – ma i danni materiali, sociali ed economici sono ingenti: ad oggi 32 Comuni teramani hanno deliberato la richiesta dello stato di calamità. Da soli non ce la possiamo e la mia, la nostra priorità, dovranno essere gli interventi per la difesa del suolo, per la messa in sicurezza delle scuole, per il riassetto idrogelogico del territorio". Il consiglio provinciale, infine, ha ribadito la priorità da assegnare alle imprese abruzzesi per i lavori e le forniture nell’ambito del piano di ricostruzione e una rimodulazione rapida dei programmi regionali FESR, FAS E FSE, al fine di mettere a disposizione i fondi comunitari e nazionali per il rapido finanziamento di opere pubbliche già cantierabili a sostegno del lavoro e delle imprese. Approvato a maggioranza, inoltre, un ordine del giorno, presentato dal consigliere Raimondo Sfrattoni (di Rifondazione comunista)  che impegna la Provincia a costituirsi parte civile in un eventuale processo nel caso la magistratura accertasse responsabilità penali e civili sul crollo del secondo lotto della Teramo-Mare.

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