Teramo-mare bloccata, esplode la protesta

TERAMO – La Teramo-Mare sta diventando una vera e propria croce per gli automobilisti. Non bastava il crollo di un tratto stradale: adesso anche i "cronici" interventi di manutenzione stanno creando difficoltà alla circolazione da questa mattina. Nel cantiere che l’impresa Toto ha per il raddoppio della galleria di Carestia, nel tratto tra Villa Vomano e Cartecchio non si sono conclusi i lavori nei tempi previsti e il traffico non è stato riaperto. La chiusura prevista era dalle 22 di ieri sera alle 6 di questa mattina: la ditta ha chiesto di poter protrarre la chisura fino a mezzogiorno e questo ha provocato il caos come prevedibile. Il traffico nelle due direzioni è bloccato e lunghissime code si sono formate all’ingresso in città. Si calcola che al momento il serpentone di auto abbia raggiunto i 6 chilometri, almeno dallo svincolo della zona industriale di Sant’Atto. Esplode la protesta degli automobilisti, che tornano a sottolineare la condizione in cui ci si trova su questa strada e più in generale sull’Autostrada A/24 dove il monopolio di Autostrada dei Parchi è totale, dal caro-pedaggi, ai continui lavori e interruzioni, all’indifferenza per chi percorre questa strada, per necessità e per lavoro.
Sono state tante le segnalazioni di tanti utenti di www.emmelle.it sul disagio di questa mattina. Pubblichiamo di seguito una di queste, pervenutaci via mail:

Vi scrivo per portare alla Vs attenzione quanto accaduto stamani sul tratto autostradale Teramo-L’Aquila In provenienza dalla costa (Giulianova, provincia di Teramo) in direzione dell’Aquilano (dove lavoriamo in Sanofi-Aventis) siamo stati costretti ad uscire obbligatoriamente a Teramo poichè il tratto Teramo – Basciano era interdetto alla viabilità.
Per chi non è pratico della zona, si tenga a mente che per riaccedere nuovamente all’autostrada in direzione L’Aquila al primo ingresso possibile (ovvero Basciano) è stato necessario transitare attraverso Teramo centro per poi percorrere un lungo tratto di oltre 10 KM di strada collinare/montana (scon questa deviazione, servono 45 minuti in più per raggiungere L’Aquila dalla costa).
NOTA BENE: non era stato posto nessun avviso lungo la tratta Giulianova-Teramo per avvisare l’utenza del disservizio. Un avviso posto all’altezza di Mosciano avrebbe concesso l’adozione di transiti alternativi, con notevole risparmio di tempo. Scommettiamo che se il Papa fosse transitato dalla costa e non da Roma, la gestione sarebbe stata diversa? Invece, se si tratta di normali cittadini, il rapporto di forza è ben diverso. Questo, ovviamente, è solo l’ennesimo disservizio sulla tratta Teramo-L’Aquila che viviamo da anni (autostrada con costi esorbitanti – 3,80€ per 50 KM – servizi pessimi, continue restrizioni di carreggiate, autovelox a pochi KM di distanza – al momento se ne contano 4 installati su 50KM di strada).
Tuttavia, oggi la situazione è resa ancora più critica data la mole considerevole di traffico giornaliero tra la costa e l’entroterra terremotata. Le due provincie di Teramo e L’Aquila sono interdipendenti dalla viabilità dell’Autostrada dei Parchi e in futuro lo saranno più che nel passato (per la mobilità di studenti e lavoratori, per lo sviluppo industriale e turistico, per la ripresa economica). E’ dunque possibile che un settore cosi critico sia affidato alla gestione dilettantistica di un ente privato che massimizza solo il suo lucro, senza considerare i costi sociali delle sue decisioni aziendali?

Fabrizio C.

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