Cantagalli: «Ma che Città di Virtù, è politica del minestrone»

TERAMO – “Non conosco le ragioni di una transumanza politica che vede candidato per il centro sinistra un esponente espressione della vecchia amministrazione di centrodestra, ma certamente non si può parlare di ‘Città di Virtù’ facendo una “politica del minestrone” dove i rimasugli di maiale rancido placano la fame ma fanno venire il mal di pancia”. Parole dure quelle dell’ex assessore al bilancio di Teramo, Fernando Cantagalli  intervenuto in conferenza stampa insieme all’associazione Teramo Vivi Città, su alcune dichiarazioni rilasciate da Paolo Albi, candidato sindaco di centro-sinistra, nell’ambito della presentazione della lista civica promossa insieme all’ex coordinatore comunale della minoranza, Lino Befacchia. “Proveranno a vincere ma non riusciranno mai a governare insieme persone che dichiarano di ‘avere un comune sentire della politica anche se non le stesse idee’- ha continuato Cantagalli citando un articolo apparso su www.emmelle.it – con questi modi di fare la politica non andrà lontano”.  Cantagalli, confermando la volontà di rimanere comunque al di fuori dell’attività politica, non lesina critiche all’ex presidente del Consiglio comunale, motivate dal volontà di “non vedere vanificato il lavoro fatto durante la precedente amministrazione” , citando per esempio il riequilibrio del bilancio, l’acquisizione delle risorse a basso costo, il nuovo teatro e la Teramo 2020 del Piano strategico. “Capisco l’imbarazzo del candidato di destra nell’essere a capo di una coalizione di centrosinistra – ha proseguito ancora Cantagalli – ma è inaccettabile parlare di una città di opere incompiute, di cattedrali nel deserto, di degrado della politica da chi ha portato il degrado nell’ultima consiliatura. Nessuno infatti dimentica il modo in cui è diventato presidente del consiglio comunale”. L’attaco ad Albi si conclude infine con l’invito rivolto al mondo di sinistra teramano dall’associazione Teramo Vivi Città, a “mantenere la dignità che contraddistinto la loro politica, mandando a casa Albi”.  La polemica inoltrata dall’associazione è stata infine estesa verso le candidature di servizio di cui sarebbero composte le liste, molte delle quali “discutibili e poco dignitose” in termini di coerenza e lavoro svolto nella  politica. “Basta con chi si vende per ‘un piatto di Virtù’-  ha concluso il coordinatore di Vivi Città, Marcello Olivieri – meglio chiudere le liste con meno nominativi, l’importante è che alla città sia sottoposte liste vere”.

Leave a Comment