Un Primo Maggio di solidarietà

L’AQUILA – La scenografia non è quella consueta delle manifestazioni di popolo, ma la caserma, imponente e diventata simbolo di questi giorni terribili, della Scuola per ispettori della Guardia di finanza di Coppito, all’Aquila. E’ qui che i sindacati hanno scelto di celebrare la festa dei lavoratori nazionale. Cgil, Cisl e Uil hanno scelto L’Aquila dirottando qui da Siracusa il consueto appuntamento di maggio. Diverso, senza bandiere e corteo, ma attento e vicino ai lavoratori e alla popolazione aquilana e abruzzese colpita dal terremoto. Slogan dell’iniziativa "Il lavoro unisce: legalità, dignità, sicurezza, ambiente, diritti e solidarietà per uscire dalla crisi". In più di tremila hanno assistito ai discorsi dei ledaer sindacali «Restano, e anche molto forti – ha detto Epifani, leader Cgil- ma di fronte a una tragedia come questa e alla crisi industriale, laddove possibile le cose si fanno unitariamente». Epifani ha sottolineato il «messaggio di futuro, speranza e impegno portato da tutto il mondo del lavoro» perché «questa tragedia possa essere una opportunità per far rinascere L’Aquila. Bisogna fare ogni sforzo – ha aggiunto il leader della Cgil – per la ricostruzione e per lasciare un insediamento produttivo stabile anche a ricostruzione avvenuta». «La ricostruzione» dell’Aquila e degli altri territori colpiti dal sisma del 6 aprile «la si può avere ordinata se l’economia e il lavoro diventano il veicolo principale», ha sostenuto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, parlando dal palco. Bonanni ha quindi sottolineato la necessità di mettere in piedi «una cintura sanitaria affinché le imprese avventuriere non si inseriscano nel processo di ricostruzione. Nessuno – ha proseguito – deve varcare questa soglia, con l’intenzione di sfruttare e speculare» sulla necessità di rimettere in moto il territorio abruzzese. «La cosa più importante da fare, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi ma non nei prossimi anni è una ricostruzione fatta sul serio, velocemente ed efficacemente». Questo è «l’impegno che siamo venuti qui a sostenere – ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti -». Una ricostruzione «non soltanto di abitazioni. Occorre ricostruire anche i posti di lavoro, l’università, l’ospedale, gli uffici e le aziende – ha aggiunto il leader della Ui -. Questa è la sfida più importante e questo è necessario e possibile».

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