All’Aquila la "Casa dell’informazione"

L’AQUILA – "I giornali non lascino L’Aquila e i paesi del terremoto. Nella citta’ della ricostruzione e’ possibile e necessario prevedere la casa dell’informazione, una sede adeguata per giornali e agenzie che vogliano ricostituire subito la loro sede stabile e per il lavoro dei giornalisti, inviati e free lance, del territorio e di tutto il mondo. E’ l’indicazione emersa, si legge in una nota della Fnsi, dai colloqui all’Aquila tra il segretario della Federazione nazionale della Stampa italiana, Franco Siddi (insieme con il segretario regionale Lodovico Petrarca), il sindaco Massino Cialente e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. "Strutture e servizi stabili per l’informazione e il lavoro dei giornalisti, quali riferimenti per la rinascita della dimensione comunitaria e democratica di una citta’ e di un territorio duramente colpiti dal terremoto, sono considerati presidi essenziali per la rinascita, per una ricostruzione che sia, cioe’, anche delle funzioni attive della vita sociale", prosegue la nota, "Nelle prossime settimane si terranno nuovi incontri, affinche’ il progetto prenda corpo anche attraverso la ricerca di opportune iniziative degli editori. C’e’ necessita’ di un’informazione professionale e plurale che tenga accese le luci quotidianamente sulla citta’ e sui paesi del sisma, sulle ansie, sulle speranze, sui problemi dell’indispensabile opera di ricostruzione dopo il terremoto; presidi di conoscenza, di formazione libera dell’opinione pubblica, di legalita’", ha spiegato il segretario Fnsi Siddi. Il sindaco Cialente ha detto di avere gia’ idea di come inserire il progetto, giudicato "indispensabile", gia’ in questa prima fase di recupero e il presidente Chiodi ha accolto con molto favore la proposta della Fnsi, assicurando ulteriore dialogo che dovra’ allargarsi anche agli editori. Nel frattempo il sindacato dei giornalisti, rilevando che tutte le sedi di giornali e agenzie operanti a L’Aquila sono andate distrutte e che i giornalisti stanno, incessantemente, lavorando in condizioni di precarieta’ da camper e dalle tende, "ha voluto indirizzare ai colleghi aquilani (molti dei quali sfollati e vittime di lutti) l’incoraggiamento e la gratitudine per la loro testimonianza umana, civile e professionale".

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