D’Agostino: «Gli introiti della Tia usati per pianificare la gestione dei rifiuti»

TERAMO – Non si fa attendere la replica del presidente della provincia, Ernino D’Agostino, alle accuse mosse sulla Tia dagli ex assessori comunali al Bilancio e all’Ambiente, Fernando Cantagalli e Raimondo Micheli. Queste le parole che D’Agostino ha affidato ad una nota che di seguito pubblichiamo:

“In merito alle dichiarazioni dell’ex assessore al Comune di Teramo Fernando Cantagalli e di altri rappresentanti del centrodestra – afferma il Presidente, Ernino D’Agostino – occorre subito precisare che l’addizionale sui rifiuti riscossa dalla Provincia è dovuta per legge, essendo tali introiti destinati in virtù di una normativa nazionale allo svolgimento delle funzioni proprie dell’ente Provincia nel campo della pianificazione e del controllo nella gestione dei rifiuti. Per tali scopi, e non per altri, l’Ente ha utilizzato questi soldi, che peraltro sono serviti anche a finanziare lo studio per l’individuazione dei siti potenzialmente idonei alla localizzazione di discariche per rifiuti urbani, presentato nel 2007.

Uno studio che la Provincia ha portato avanti anche per rimediare all’inerzia dell’amministrazione comunale di Teramo, impegnata a perorare la causa dell’ampliamento della discarica La Torre, obiettivo come noto rivelatosi fallimentare. Tanto che, di recente, il Tar Abruzzo ha dato ragione alla Provincia, rigettando il ricorso presentato dal Comune contro il nostro Ente, la Regione e l’Autorità di  bacino per il diniego all’ampliamento della discarica.

Tanti e significativi, contrariamente a quanto sostenuto, sono stati gli sforzi prodotti dalla Provincia di Teramo per superare l’emergenza rifiuti. Prima dello studio citato, il nostro ente aveva già provveduto a redigere ed approvare il Piano provinciale per la gestione dei rifiuti, in base al quale sono state individuate ben 22 aree sul territorio provinciale idonee ad ospitare impianti. La scelta puntuale dei siti dove realizzare gli impianti, all’interno di ciascuna area, spetta ai Comuni e non alla Provincia, che come detto è gia andata oltre le   proprie competenze facendosi carico delle inadempienze del Comune di Teramo.

Bisogna infine ricordare che Teramo è stata la prima Provincia in Abruzzo ad adeguarsi all’obbligo di legge che prevede un solo soggetto gestore (per ciascuna provincia) ai fini della programmazione e dell’impiego di risorse e competenze nel settore rifiuti. Con la nascita dell’Ato unico dei rifiuti, l’Ada Te, scompaiono di fatto gli attuali quattro consorzi. Un segno, questo, della nuova politica integrata, fondata sulla minor produzione dei rifiuti e sulla crescita della raccolta differenziata, che la Provincia ha inaugurato con i propri sforzi. Sforzi che nessuno può mettere in discussione, soprattutto se lo fa a fini meramente elettoralistici.

In ultimo, si commenta da solo il riferimento ai concorsi e alle assunzioni. Vale la pena solo di ricordare che, con l’ultima modifica alla macrostruttura dell’ente, i settori della Provincia sono diminuiti, e dunque è diminuito anche il numero dei dirigenti. Inoltre in questo mandato abbiamo colto due obiettivi importanti: il contenimento della spesa corrente e, di contro, un aumento costante degli investimenti. Questo significa che la Provincia ha ridotto le spese per il proprio funzionamento ed ha aumentato quelle per la collettività”.

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