Gli altri spaccano, la Bancatercas paga

TERAMO – Che Teramo sia ancora Davide in un mondo di Golia, nonostante i risultati da… giganti nel basket, lo si capisce oggi, a 24 ore dalla gazzarra del Palaska, dove i ragazzi di Capobianco hanno conquistato sul campo un traguardo storico (sì perchè ci piace scrivere questo invece di dire che hanno deciso la retrocessione della Fortitudo) e sugli spalti quelli della parte avversa hanno sparso il panico. Quando ti aspetti che gli organi di giustizia, sportivi e non, prendano decisioni esemplari perchè un palazzetto di basket come di qualsiasi altro sport deve essere e restare un luogo di svago e non di terrore e inciviltà, ecco il coniglio dal cilindro! Due giornate di squalifica del campo. Sì, del campo, ma non il Paladozza di Bologna, il Palaska di Teramo! Perchè? Il dirigente accompagnatore della Gmac in panchina è stato colpito alla testa da un oggetto ed è stato costretto a lasciare il campo sanguinante. Fin qui decisione difficilmente opinabile, almeno da noi che non abbiamo elementi per confutare quello che sostiene la dirigenza bolognese, anche se una logica considerazione ci deve essere permessa: dagli spalti è piovuto di tutto e molti spettatori sono stati colpiti da monetine, pezzi di plastica, pezzi di carta. Guardacaso lanciati però dalla parte bolognese e anche un cieco che fosse stato al Palaska se ne sarebbe accorto. Adesso parliamo del resto. Ma quale resto? Niente, se si eccettua un’ammenda di 1.000 euro alla Fortitudo per offese agli arbitri. Insomma, per il trio arbitrale al Palaska non è successo niente altro. Clamoroso, anzi, tutti noi, giornalisti per primi, abbiamo vaneggiato. Abbiamo preso lucciole per lanterne nel raccontare la pressione subita per tutta la partita in tribuna stampa, degli sputi presi mentre lavoravamo, per le parolacce, le minacce, l’impossibilità anche di poter esultare dinanzi a un bel gesto tecnico, di abbracciare o scambiare un "cinque" con i giocatori biancorossi al consueto giro di campo finale, di aver dovuto abbandonare precipitosamente il nostro posto di lavoro per non essere travolti e forse anche feriti dalla valanga umana che ama definirsi "Fossa dei leoni"? Di quelli stessi tifosi che hanno invaso il campop e provocato il fuggi fuggi generale dalle tribune, retti a stento dalle forze dell’ordine? Quei tifosi di quella squadra rappresentata in panchina da dirigenti o tecnici che oltre al basket hanno la passione per il lancio delle lavagnette schemi in tribuna. Questo, al contrario, non è stato registrato da nessuno. Nessuno ha provato a valutare e giudicare, sullo stesso tavolo della disciplinare, l’evento incivile, antisportivo, pericoloso e folle di un frustrato dirigente/allenatore/scorer che dir si voglia che però era seduto su una panchina, come si dice, "blasonata". Blasone uguale salvacondotto? Chissà. Forse abbiamo capito perchè la squalifica è stata soltanto per Teramo: perchè noi, giornalisti e pubblico, non siamo tesserati, non siamo "paria" da tutelare e da rispettare. Adesso saremo costretti a pagare, se possibile, per evitare di giocare altrove un evento storico. Ecco la punizione per Davide che ha affondato Golia. Sembra fatta scientificamente questa cosa, ma chi se ne frega? E’ più forte la soddisfazione dei "due piccioni con una fava", come si dice da queste parti e come recitava uno striscione che non hanno permesso di far uscire al Palaska.

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