La CGIL lancia un grido di allarme per il turismo montano

TERAMO – Grido d’allarme della CGIL per salvaguardare il turismo montano. “C’è un pezzo importante dell’economia abruzzese – scrive in una nota la segreteria regionale del sindacato – che viene colpita duramente dal terremoto ed ha bisogno di essere sostenuta adeguatamente, perchè sta già cominciando a registrare segni pesanti di arretramento”. Il riferimento è, appunto, all’attività turistica delle aree interne montane dell’Abruzzo, con i Parchi, le riserve e i borghi con il loro bagaglio di architettura, storia, cultura sapori. “È’ una economia preziosa – prosegue il comunicato – perché fa diventare risorsa ciò che sembrava motivo di marginalità: l’orografia, la dimensione delle comunità, la natura della economia legata alle attività silvo-pastorali”. L’attività dispiegata nel settore negli ultimi anni ha dato impulso ad una economia che ha rivitalizzato una serie di attività e mestiere e ne ha aggiunto di nuovi.
La crisi del settore rischia di travolgere l’economia di interi paesi e intere famiglie, perché non vi sono altre attività e l’eco-turismo è stata l’unica forza che ha impedito lo spopolamento della montagna abruzzese. “Ora, a causa del terremoto, agriturismi, ristoranti e taverne, pensioni, case da affittare, alberghi, rischiano di rimanere vuoti”.
Per la CGIL, “C’è bisogno di una politica seria di aiuti che intervenga in più campi a partire dal sostegno economico per compensare perdite e investire in promozione”. Nella nota non manca una nota critica nei confronti del decreto governativo in favore delle popolazioni terremotate: “Non si ravvisano misure che vanno in questa direzione”.
Il sindacato avanza proposte concrete: “Gli Enti parco debbano di concerto definire strategie attrattive. Ma ovviamente vanno realizzati tutti gli interventi per la messa in sicurezza delle aree interessate, per ridare fiducia agli utenti. C’è bisogno di una grande campagna di promozione e valorizzazione. Il Governo e la Regione devono spendersi in questa direzione”.

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