Nascono 10 orti nelle tendopoli dell’Aquila

TERAMO – Il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga e Slow Food Italia, da anni impegnati in progetti comuni a tutela dell’agricoltura, della zootecnia e della biodiversità agricola, stanno portando avanti nel territorio aquilano colpito dal sisma, in collaborazione con la direzione della Protezione Civile, l’iniziativa “10 Orti per 10 Tendopoli”. Si tratta, informa una nota, di “Orti collettivi”, individuati su terreni di circa 1000 mq di superficie, che stanno sorgendo accanto alle tendopoli di Camarda, Onna, Tempera, Paganica, S. Gregorio, Arischia (frazioni del Comune di L’Aquila), S. Felice d’Ocre,  Pizzoli, Castelnuovo. L’ultimo orto, ancora, in fase di definizione, dovrebbe sorgere accanto alla Tendopoli di Collemaggio a L’Aquila, luogo simbolico  della città. Slow Food si è occupata di reperire sul territorio motozappe, recinzioni, concimi, zappe, stivali di gomma e innaffiatoi (anche per bambini) e tutta la strumentazione tecnica necessaria per la realizzazione delle piantagioni, mentre una grande gara di solidarietà nazionale  tra i soci e i partner dell’associazione ha portato al coinvolgimento di importanti aziende come Valpadana, Honda, Prober, Federbio, Terra, Marcopolo, Consorzio Agrario Chieti – Pescara ed altre. Inoltre i tecnici del Parco del Gran Sasso saranno affiancati da quelli dell’Arssa Abruzzo. Altri enti di tutela, come la Riserva Naturale Regionale Lago di Serranella (CH) attraverso una rete di agricoltori, ha reperito piante autoctone abruzzesi adatte ai territori montani. Da non omettere il lavoro degli operai del Parco che stanno montando le recinzioni e quello dei Formatori degli Orti di Slow Food che stanno arrivando da tutta Italia per affiancare le popolazioni ed aiutarle nella gestione degli Orti Collettivi. “La finalità del progetto è di impegnare anziani, ragazzi e bambini delle tendopoli in un’attività positiva e coinvolgente – si legge nel comunicato –  motivando l’attaccamento alla vita della popolazione sconvolta dall’esperienza del sisma. Al di là del valore simbolico e del messaggio insito nell’iniziativa, che individua nella crescita delle piante il paradigma stesso dell’evoluzione della vita, la scelta possiede anche una connotazione culturale, poiché riscoprire la territorialità dei prodotti della terra può essere parte di un processo di riappropriazione delle identità locali”.

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