La parola passa a noi cittadini

TERAMO – Da oggi si vota: dalle 15 alle 22, domani dalle 7 alle 22. Poi si saprà: Brucchi o Albi o Santacroce al Comune, D’Agostino o Catarra o Di Giacinto alla Provincia. E chissà se si saprà già subito: se non si raggiunge il 50% più uno dei voti validi, si andrà al turno di ballottaggio, fissato al 21 giugno. La parola passerà dunque ai cittadini di Teramo, di altri 25 comuni per decidere su chi dovrà essere il loro sindaco e di tutta la provincia per scegliere il nuovo presidente. Nel silenzio elettorale di riflessione, forse perchè più breve dell’usuale, ci sono i soliti "furbi" che ne approfittano per dare indicazioni di voto "nascoste", dritte interessate. Tanti altri, e tra questi anche i giornalisti, “sbracano" dopo aver resistito in campagna elettorale, costretti tra i paletti della par condicio, difficile da rispettare perchè, per molti, difficile da capire. E allora ecco che si raccomanda di non votare disgiunto, nonostante sia una possibilità prevista dalla legge e non da una parte politica (lo è al Comune ma non alla Provincia): quattro anni fa chi ha la memoria corta non lo può ricordare, fece la fortuna di Gianni Chiodi… Dire, e scrivere, che adesso decideranno gli elettori, deve essere vero fino in fondo: è l’espressione di democrazia, di libertà di scelta, di partecipazione almeno all’inizio, alla formazione di una squadra che tratti la ‘nostra’ res civica. Spingere qui o lì, perchè siamo noi interessati da un possibile sbocco futuro, non è solo scorretto è anche una presa in giro a noi stessi: vivere di infatuazioni, in politica come nella professione, non paga mai. Votate, dunque, e votate con la libertà della mente chi più vi piace, chi più vi ha convinto, chi più rispettate: indipendentemente dall’ideologia, questa è una vera questione di persone.

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