Di Luca (Pd) si dimetterà prima del congresso d’autunno per favorire la discussione

TERAMO – Peppino Di Luca, segretario provinciale del Pd, "metterà a disposizione il proprio mandato per favorire un’aperta di scussione". E’ la garbata sintesi dell’onorevole Tommaso Ginoble (Pd), il giorno dopo la disfatta. Raggiunto telefonicamente ha dichiarato a emmelle.it che "il segretario saprà fare il gesto". In autunno si andrà a congresso e il partito ("il Pd è ancora una proposta che deve crescere") prima di allora dovrà "riflettere sulle responsabilità locali". Certo non c’è da aspettarsi, al di là del gesto che evidentemente Ginoble ha già concordato con Di Luca ("ci ho parlato stamattina") dimissioni ai vertici, che dovrebbero altrimenti essere a cascata e che in questo momento per il deputato rosetano non sonoopportune viste le necessità di lavoro e ricostruzione politiche. Archiviamo l’argomento Di Luca e parliamo di risultati clamorosi come la sconfitta alla Provincia a Sant’Egidio e quella dello stesso sindaco uscente Stefania Ferri. "La questione di Sant’Egidio mi ha molto colpito – spiega Ginoble – perchè la Ferri è brava e aveva fatto bene, per la Provincia poi…la sconfitta lì non aveva motivo di esistere". Per il parlamentare però esiste un atteggiamento diffuso, a livello periferico, in base a cui "per protesta i referenti di partito vanno verso i forti" combinando, è evidente, guai irrimediabili come è avvenuto a Sant’Egidio. Ma onorevole, quali errori di base sono stati fatti per arrivare a un risultato come questo? "Non si è pensato per tempo alla coalizione, alle liste di appoggio e sui comuni non si è cercata la sintesi politica". Per Ginoble comunque c’è anche altro:"Non hanno vinto, alla Provincia, i partiti del territorio, la differenza l’hanno fatta simboli estranei a noi, leghe di nord e sud, sono stati votati i colonizzatori". In questo momento secondo Ginoble il centrosinistra deve tornare a fare i conti con le energie al di fuori dei partiti,  "bisogna smetterla di fare gli schizzinosi e catturare la voglia, l’entusiamo di chi è al di fuori". Lavoro duro, da cominciare subito, in attesa di riflessioni compiute e relativi congressi.

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