D’Agostino: "Catarra presidente pro tempore"

TERAMO – “Valter Catarra è un presidente pro-tempore”. Esordisce così Ernino D’Agostino, presidente uscente della Provincia, nel corso di una conferenza stampa convocata all’indomani della proclamazione degli eletti, per spiegare le ragioni che lo hanno indotto a presentare ricorsi. Numerose infatti sarebbero le anomalie e le inconDDgruenze riscontate durante le consultazioni, istanze che sono state fatte presenti anche all’ufficio elettorale centrale presso il Tribunale, che si è però dichiarato non competente in materia per assumere decisioni in merito e procedendo così limitatamente all’inserimento dei dati provenienti dai seggi. D’Agostino ha dunque ritenuto di procedere con una serie di ricorsi che poggiano su motivi diversi i cui esiti potrebbero arrivare al ballottaggio, a ribaltare il risultato elettorale, a decretarne addirittura l’annullamento e dunque all’indizione di nuove elezioni. Ma procediamo con ordine nell’illustrare quelle che D’Agostino ha rilevato come anomalie su cui fonda, insieme con l’intera coalizione di centrosinistra, la tesi di un risultato elettorale opposto. In più seggi, secondo quanto dichiarato da D’Agostino, ci sarebbero state difformità nell’interpretazione delle norme che decretano l’annullamento del voto. In alcune schede infatti, in presenza di voti su più simboli dello stesso raggruppamento, si è proceduto con l’annullare il voto a discapito di D’Agostino, la stessa cosa verificatasi in altri seggi, ha visto invece riconosciuta la validità della preferenza espressa a favore di Catarra, attribuzioni difformi per le quali D’Agostino chiede una verifica dei voti sulle schede dichiarate nulle.  Altra ”falla” rilevata è quella della ineleggibilità del candidato Alfonso Di Sabatino (non eletto, candidato al collegio Teramo I con il centrodestra), revisore dei conti della Provincia di Teramo.L’annullamento dei suoi 303 voti consentirebbe il ballottaggio tra D’Agostino e Catarra. Situazione definita ”paradossale” poi quella di Cermignano, dove dalle 15 di sabato 6 giugno fino alle 21,15, non è stata garantita la segretezza del voto per via di una cabina esposta alla visuale dall’esterno. L’informazione, certificata da un rappresentante del ePdl e segnalata da un votante, è stata acquisita dai Carabinieri. A Bisenti poi il sindaco ha riscontrato irregolarità nella raccolta delle firme del Movimento per le Autonomie, non effettuata in presenza di un funzionario ufficiale. In questo caso D’agostino chiede l’esclusione dei voti ottenuti dalla lista, cosa che decreterebbe la vittoria per il centrosinistra. D’Agostino ha inoltre messo in evidenza una situazione di ”inquinamento comunicativo” che si è verificata sabato 6 giugno: il responsabile dell’ufficio elettorale della Prefettura, Eugenio Matronola, ha dichiarato nel corso di un intervista rilasciata ad una tv locale che era possibile effettuare il voto disgiunto per la Provincia. ”E’ indiscutibile la buona fede dell’emittente e di Eugenio Matronola, di cui conosco la professionalità” ha dichiarato D’Agostino che però ha messo in evidenza un numero di schede annullate pari a 5.975 di cui ritiene oltre il 70 % imputabile alla pratica del voto disgiunto. Su questo aspetto, per il quale chiederebbe evidentemente l’annullamento delle elezioni, D’Agostino ha reso noto che valuterà la possibilità di presentare ricorso insieme ai partiti della coalizione. Non lesina D’Agostino puntualizzazioni sulle prime dichiarazioni del neo presidente della Provincia, Valter Catarra. ”Il cattivo giorno si vede dal mattino – ha dichiarato il presidente uscente – nel momento in cui Catarra dichiara di voler bloccare le assunzioni dei precari. Al presidente pro-tempore va spiegato che non c’è nessuna assunzione in corso, ma un normale processo di stabilizzazione previsto dalla legge. Catarra – ha proseguito ancora D’Agostino – ha dichiarato in campagna di voler assumere cantonieri, dopo il voto invece ha annunciato che avrà un staff. Cosa che io non ho mai fatto”. E ancora, sul senatore del PdL, Paolo Tancredi. ”Non ha brillato per eleganza nelle considerazioni fatte nel dopo voto – ha detto D’Agostino – le sue esternazioni dimostrano che nessuno gli ha insegnato l’educazione, la buona creanza nel confronto politico, il rispetto per l’avversario e la civiltà”.

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