Altitonante: "Guardiamoci dai nemici interni e non scivoliamo nel narcisismo"

TERAMO – “Il successo del centrodestra non va ascritto alla debolezza e agli errori degli avversari ma all’impostazione politica che la coalizione si è data negli anni”. E’ l’analisi del voto affidata in una lettera aperta del coordinatore comunale del PdL, Attilio Altitonante che individua il merito del risultato ottenuto sia in Comune che in Provincia nel clima politico favorevole del Paese, ma soprattutto in quel “modello Teramo” che ha fatto il prestigio di Chiodi e una compilazione politica delle liste che è stata, secondo il coordinatore , determinante per la vittoria del PdL. “Ma così come è vero che bisogna saper perdere, è ancora più vero che bisogna saper vincere”,  è il monito del coordinatore del partito ai neoeletti che, richiamando l’impegno, l’efficienza amministrativa e il lavoro, ribadisce agli assessori di prestare quell’ attenzione necessaria per non scivolare in atteggiamenti narcisistici letti dai cittadini come “eccessi di protagonismo”. “Vengano inoltre scoraggiati eventuali gruppi di potere che riproducono partiti preesistenti che potrebbero essere impegnati per lo più nelle richieste di potere – si legge nella lettera di Altitonantee – guardiamoci dai peggiori nemici interni (divisioni, richieste ingiustificate di potere,  esibizionismo e arroganza) e, nell’interesse generale del territorio, mettiamoci al sicuro dal contagio di “virus” che inducono al suicidio politico. Diamo con coraggio credito ai valori dell’affidabilità – esorta Altitonante – della esperienza, della competenza, dell’onestà intellettuale”. “Il PdL e i suoi alleati hanno cominciato qualche anno addietro a lavorare su un progetto politico, quando si era  perdenti  ovunque e quando si era soprattutto in pochi – conclude il coordinatore comunale –  in politica, giustamente, il passato in genere non conta. E’ bene piuttosto continuare a trovare le forze per costruire il futuro dell’intera comunità, senza far venire meno la ‘spinta propulsiva’ alla crescita economica e allo sviluppo culturale. Oggi Brucchi, Catarra e i loro collaboratori ci confortano nella speranza”.

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