E’ iniziata l’era Catarra

TERAMO – Consiglio provinciale d’insediamento per l’amministazione del presidente Valter Catarra. All’ordine del giorno della convocazione al Parco della Scienza, dopo la proclamazione degli eletti, c’è stato il giuramento del presidente di fedeltà alla Costituzione e alle funzioni del suo incarico, il quale, come lui stesso ha ribadito, sarà guidato dalla voglia di creare un modello di amministrazione vincente, orientato alla crescita e rispondente al bisogno delle infrastrutture della provincia. "Da me avrete schiettezza, avrete lealtà e disponbilità – ha dichiarato Catarra nel discorso d’insediamento – non so promettere ciò che non riesco a mantenere. A proposito della squadra che lo accompagnerà durante i 5 anni del suo mandato Catarra ha dichiarato di essere "onorato di lavorare con una squadra che darà il massimo per raggiungere i programmi condivisi e che, già durante la campagna elettorale, ha mostrato sobrietà e rispetto delle istituzioni". Nel corso del Consiglio provinciale si è proceduto a eleggere il presidente del Consiglio, incarico che è andato a Mauro Martino con 13 voti validi contro 12 schede bianche. Martino, già consigliere di minoranza uscente, è stato apprezzato per le doti di equilibrio e determinazione anche tra le fila del centrosinistra. Il Consiglio d’insediamento è stata però anche l’occasione per qualcuno di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, come l’intervento di Nicola Di Marco dei Liberalsocialisti, che ha voluto attribuire la responsabilità della posizione del partito tra le fila della maggioranza come una conseguenza "all’arroganza con il quale Ginoble ha estromesso il partito dai tavoli delle trattative". L’intervento è stato definito di "basso livello e fuori luogo" per il consesso istituzionale dall’ex vicepresidente, Giulio Sottanelli, che invitato "a discutere in altre sedi di beghe politiche che non fanno bene alle istituzioni". L’occasione è stata propizia per alcuni consiglieri di manifestare l’insoddisfazione verso le aspettative avallate dal consenso elettorale. E’ il caso di Massimo Vagnoni, i cui 2645 voti nel collegio di Martinsicuro, non sono bastati per sedere in Giunta e che lo ha contrariato al punto di non essersi reso disponibile all’incarico di capogruppo del PdL. L’augurio di buon lavoro a Catarra è giunto infine dall’ex presidente della Provincia, Ernino D’Agostino, che garantendo una oppsizione ferma e responsabile al tempo stesso, ha però confermato che presenterà il ricorso contro la vittoria di Valter Catarra decretata per 28 voti. "Una scelta – ha precisato D’agostino – fatta non per contrastare la volontà popolare, ma , al contrario, per accertarla".

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