Villa Pini: a pagare non devono essere certo i pazienti del teramano

TERAMO – Facciamo salva la prima basilare questione: i 1700 lavoratori del gruppo Angelini hanno diritto a chiedere e a manifestare le loro esigenze. E a protestare e a prendersela, come hanno fatto anche questa mattina davanti al Consiglio comunale, a Teramo, con assessori regionali e Governatore e quant’altro. Gli si riconosce un po’ meno il diritto di entrare in Consiglio in ciabatte da mare e calzoni corti con l’atteggiamento di dileggio nei confronti del Consiglio comunale di Teramo. Il Consiglio comunale di Teramo rappresenta i teramani, i quali sono gli unici, insieme con i concittadini dell’intera provincia, in tutt’Abruzzo, ad averci rimesso gravemente con il disastro della sanità privata. Sanità privata che, va ricordato, è uno dei pochi mali che Teramo e provincia non hanno praticato. Qui ci si è solo rimesso in termini di dismissioni patrimoniali, danni economici e funzionali del sistema sanitario pubblico, debiti da pagare. Ed è proprio per la nota capacità di accoglienza e il noto rispetto del popolo teramano che oggi nessuno ha avuto da eccepire quando i manifestanti sono entrati in aula (cosa che non accade nelle altre città d’Abruzzo) ed è comunque giusto che siano stati ascoltati e che le nostre istituzioni li sostengano (ne parliamo diffusamente in un altro articolo). Prima di tutto però i disabili che sono rimasti senza riabilitazione in Val Vibrata e sulla costa devono riprendere le regolari terapie. I centri ex Santo Stefano avevano come organico solo alcuni terapisti per la maggior parte a contratto. Quei professionisti devono essere accolti, insieme con i loro pazienti, all’Anffas di Teramo che è disponsibile, ovviamente. Per fare questo occorre un intervento della Regione. Serve un’apertura di credito, un finanziamento all’Anffas. Questa non è una vicenda di dipendenti senza stipendio intrappolati inuna vicenda giudiziaria nata dal malaffare. Questa non è una questione dove gli interessi continuano a farla da padrone: questa è una vicenda di pazienti senza cure, essenzialmente giovani che non possono permettersi uno stop delle terapie perchè regrediscono in una manciata di giorni. E anche se sono necessari alcuni provvedimenti da parte del Tribunale per farlo, appare davvero singolare che fuori dalla legge si siano fatte le cose peggiori e che non ci sia la possibilità di farne una giusta.

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