Venturoni: «Decretato lo stop alla corruzione»

TERAMO – Gli abruzzesi lo conoscono come un uomo diretto, volutamente incapace di giri di parole. Questa volta, però, se possibile, l’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, è ancora più netto. E’ il suo modo di scandire il primo anniversario del 14 luglio 2008, quando la tela della sanità abruzzese fu squarciata dagli epocali arresti. "Con la firma del contrattone dei giorni scorsi tra il Gruppo Villa Pini e la Regione Abruzzo si è posto fine alla corruzione sulla sanità. Infatti nel contratto sulla spesa 2009 si fissa il budget che è ammonta a poco meno  di 60 milioni di euro e la somma sarà certa, nel senso che, a differenza di quanto successo negli altri anni, non ci saranno sorprese con altre spese pagate a pie’ di lista e non ci sarà spazio per le prestazioni dei politici". Parole forti quelle usate dall’assessore Venturoni per fare il punto sul pianeta sanitario in Abruzzo a un anno dagli arresti per presunte tangenti che hanno decapitato i vertici della Giunta regionale e portato alle elezioni anticipate del 14 e 15 dicembre scorso. Lo stesso Venturoni, nella tornata anticipata, è stato eletto consigliere regionale e poi nominato assessore  dopo che era stato a Palazzo dell’Emiciclo fino al 2000 quando, come presidente della Commissione d’inchiesta sulla sanità, aveva denunciato la corruzione nel settore. "Rileggendo la mia relazione nell’ambito della commissione d’inchiesta di dieci anni fa – ha continuato l’assessore – ci si accorge che è stata scritta l’altro ieri. Gli arresti del 14 luglio dell’anno scorso hanno fatto esplodere la corruzione che imperava prima di quella data e che io avevo denunciato". Venturoni ha reso noto che lo stesso metodo usato per Villa Pini sarà esteso nelle prossime settimane alle case di cura private abruzzesi "con un risparmio stimato intorno al 30%. Su Villa Pini siamo passati da oltre 100 milioni di euro di spesa a meno di 60". A tale proposito Lanfranco Venturoni ha anche ricordato l’iniziativa della Regione che, sempre attraverso un contratto firmato con il gruppo Villa Pini, ha portato al pagamento delle spettanze con il fatturato maturato "per essere sicuri che gli stipendi dei 1.300 dipendenti, con molte mensilità arretrate, venissero pagati". In riferimento al taglio delle prestazioni causate dalla minore spesa Venturoni ha sottolineato che sono in linea con il quadro programmatico stilato dal commissario nominato dal governo, Gino Redigolo. "E’ la fine della corruzione e di tutte le pressioni politiche, d’ora in poi – commenta Venturoni – i tetti saranno rispettati". La nomina del commissario è stata determinata dal fatto che l’Abruzzo è tra le regioni che non hanno rispettato i tetti di spesa fissati dal Governo.

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