Soget: convocazioni, addebiti, termini perentori e poca chiarezza

TERAMO – Il tono è sempre perentorio: la Soget scrive così, non c’è niente da fare. Dunque, ai cittadini che in questi giorni ricevono solleciti o convocazioni vere e proprie per pagare…non si sa cosa, arriva una lettera dalla società deputata alla riscossione anche dal Comune di Teramo. Sin qui abbiamo notizia di due tipologie di perentoria comunicazione. La prima sembra davvero la più incredibile. La Soget, in questo caso, dichiara di scrivere per conto della Polizia municipale di Teramo. Intima di andare in sede (Soget) a versare 3 euro e 40, visto che il cittadino destinatario della missiva ha versato un "importo inferiore al dovuto" rispetto a un versamento relativo al verbale numero eccetera eccetera, sul conto corrente postale eccetera eccetera. Allora il cittadino (a fatica) ricostruisce nella propria mente che probabilmente si tratta di una contravvenzione che ha evidentemente già pagato. E si domanda:"Come ho fatto a pagare alle Poste una cifra diversa rispetto a quella che dovevo"? Infatti risulta impossibile, visto che i programmi delle Poste non consentono ne’ all’utente ne’ all’operatore il pagamento o la riscossione di somme inferiori o superiori al dovuto. Così, il cittadino ubbidisce (tanto per cambiare), va alla Soget e scopre che aveva ricostruito bene e che la somma in causa è relativa a una contravvenzione che lui ha pagato, scopre che invece non è vero (come la Soget gli ha scritto) che ha versato un importo inferiore al dovuto ma che quei 3 euro e 40 sono la cifra che deve pagare perchè la raccomandata con cui gli è stata inviata la contravvenzione non l’ha ricevuta direttamente. Cioè, il postino non l’ha trovato in casa. Inutile dire che qui si apre un altro filone della vicenda: quando è venuto il postino? E’ vero che non c’era nessuno ad aprirgli? Ha suonato davvero o più comodamente ha lasciato (come molti sostengono sia consuetudine) l’avviso di passare alle Poste a ritirare la raccomandata? Ma lasciamo perdere. Torniamo al ritiro: per la giacenza, spiegano alla Soget, si deve pagare. La Soget, per conto delle Poste (ma sulla lettera si parla di Polizia municipale) vuole i tre euro e passa. Se invece il cittadino può dimostrare che a ritirare la raccomandata (magari 6 mesi prima, così è più difficile) non è andato lui, destinatario della missiva, ma qualcun altro con sua delega, si pagano 2 euro e 80. A titolo puramente informativo: la prima cifra viene denominata CAD, la seconda CAN. Mentre vi sentite spiegare (verosimilmente e giustificatamente allibiti) l’incredibile nuova regola, potreste avere la fortuna di assistere a altre lamentele. Siamo al secondo caso di cui parlavamo all’inizio. Altri cittadini in questi giorni ricevono intimazioni al pagamento, ma solo arrivando alla Soget scoprono che si tratta di una contravvenzione. Nell’era che dovrebbe essere della comunicazione, della semplificazione e dunque della trasparenza il sistema Soget appare a dir poco inadeguato.

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