«Teramo non sarà il paese dei balocchi»

TERAMO – Guido Campana lo incontro con un appuntamento precisissimo, nel suo studio da assessore. Le prime parole che gli sento mormorare sono: campi di gioco, giovani senza lavoro, sport… E mentre colgo a volo gli spezzoni di parola e cerco di entrare in sintonia con quanto il neo assessore a sport, eventi e manifestazioni speciali dice, penso: ”E questo come lo racconto? E’ già retorica…”. Invece Campana dice cose che si possono raccontare senza fronzoli. Eccole. Ha concluso il giro dei campi sportivi che il Comune gestisce direttamente (sono 8) e quello dei campi gestiti dalle società sportive. E ha già un’idea ben precisa degli interventi che nel primo caso farà il Comune e nel secondo le società (e lo dovranno fare per forza) comunque con denari che in parte provengono dal contributo che il Comune assegna loro. E intanto Campana racconta di come abbia un unico scopo nel suo mandato: far stare insieme la gente, tirarla fuori di casa, impedire l’abbandono dei più giovani a pratiche di ozio (e, per Campana, conseguentemente di vizio). “Scusi, assessore, ma lei Teramo come la vede? Come il paese dei balocchi”? Ecco, finalmente l’ho detto. Ce l’avevo appuntata sulle corde vocali, questa considerazione. “No… e perché come il paese dei balocchi… quello che è importante non è la manifestazione, la serata in cui si svolge, ma i preparativi, quelli che coinvolgono le persone, le fanno conoscere, le rendono partecipi e creano una vita comune, uno spirito cittadino, un’identità cittadina”. Insomma, approdato in Consiglio nel 2004 (era stato eletto nella lista civica “Al centro con Chiodi”), nel 2009 ci riprova (intanto la lista è diventata “Al Centro per Teramo”), lo rieleggono e questa volta diventa assessore. E’ consapevole del fatto che di lui si dica che ama l’organizzazione e pecca invece in approfondimento dello studio del che cosa organizzare, ma di questa consapevolezza fa virtù e appare molto più coscienzioso da assessore di quanto non lo sembrasse da consigliere. Grande rispetto e considerazione per il sindaco Brucchi, ovviamente, e lealtà nei suoi confronti, come fu con Chiodi. In questo momento lavora sulla capacità di trovare formule che consentano la realizzazione di manifestazioni e eventi che “tirino fuori la gente dalle case e facciano in modo che siano meno angosciati dalla quotidianità” e che non gravino sulle casse (semivuote) del Comune. E così pensa al Carnevale (“l’assessore Cordoni, all’epoca, ebbe un’ottima intuizione”) affidato ai quartieri. Un Carnevale da far rinascere, da reinventare e che non costi. Quindi, autofinanziato. Magari con un’apposita lotteria. Campana lavora anche a una notte bianca sui generis, anzi, a più di una notte bianca. Una finanziata da bar e ristoranti riuniti in un comitato, l’altra dedicata agli sport minori e alle palestre cittadine. Ogni cosa, per l’assessore Campana, va sfruttata, col sostegno dei privati e in autofinanziamento, per dare possibilità al talento locale di emergere. Qualche esibizione di punta ci sarà, promette, per richiamare l’attenzione del pubblico, ma devono esibirsi i nostri gruppi di giovani: cantanti, ballerini, musicisti, attori, sportivi… e tutto deve essere sempre condiviso. Come ha fatto con i “Giochi senza barriere”, come farà con i tornei di ping pong, come per la Festa dei trionfi, che diventerà una mostra e i giovani ne impareranno la storia, il significato e poi sapranno cosa vogliono farne: una celebrazione, un museo… Rilancio in vista anche per “Pigro”, che partirà dal Grande Sasso (Prati di Tivo) tanto caro a Ivan Graziani, passerà per Campo Boario (l’ambiente della crescita), per esplodere con lo spettacolo vero e proprio in città. Gli domando con quali assessori ritiene che avrà rapporti più stretti e risponde:”Con tutti, ma certamente soprattutto con quello al Commercio e quello al Turismo”. Scusi assessore Campana, viste le necessità finanziarie delle sue attività, come farà a non andare anche dall’assessore al ramo, Di Sabatino? “Prometto che non lo disturberò. Prometto”. Poi ride, abbassa la voce: ”Però prima o poi dovrò bussare alla sua porta”!

Franca Scagliarini

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