Ruffini: "Con i cittadini nella protesta contro la Turbogas"

TERAMO – Un consiglio comunale straordinario e l’affiancamento alla protesta dei comitati cittadini spontanei saranno le prime mosse con le quali gli esponenti del Partito Democratico di Teramo intendono contrastare la nascita della Turbogas. E’ quanto annunciato nel corso di una conferenza stampa convoca nella sede del Partito dal consigliere regionale all’opposizione, Claudio Ruffini, dopo la bocciatura di un emendamento che proponeva di escludere  la possibilità di realizzare centrali termoelettriche dalle aree destinate alle attività produttive del Prg interessate dal Piano Paesisitico regionale, quindi di impedire la nascita della Turboga in un’area interessata da interesse paesaggistico. Ignorando questo tipo di proposta, secondo quanto spiegato dal segretario provinciale del Pd, Peppino Di Luca, si da il via libera ad un provvedimento che automaticamente scavalca le competenze del Comune e della Regione e concede ai ministeri delle Infrastrutture e delle Attività Produttive di decidere relativamente l’installazione della centrale. “Una questione complessa da esaminare per il quale non ci è stato nemmeno concesso un rinvio – ha dichiarato Ruffini – approvando il Prg di Teramo senza questo emendamento – si cancellano 80 ettari di terreno dal vincolo paesaggistico che saranno destinati all’edificazione di abitazioni e impianti produttivi”. Ma a preoccupare il Pd sono 18 ettari di quest’area sita in zona Cortellucci che, oltre ad avere un vincolo Paesistico, rientra in un’area Sic, ovvero ritenuta di interesse Comunitario e sulla quale dovrebbe insistere la Torbogas. Un decisione incomprensibile, per Ruffini, dal momento che si tratta di un’area adiacente al Parco nazionale del Gran Sasso e che andrebbe in direzione opposta a quanto enunciato dal sindaco Brucchi sui progetti di sostenibilità ambientale e dal governatore Chiodi nel discorso d’insediamento quando avrebbe dichiarato di “denunciare il diffondersi di processi deregolativi volti a consumare suolo senza standard di qualità ambientali e con scarse prospettive di sviluppo”. Preoccupazione ha inteso esprimere il consigliere regionale per le ricadute ambientali di un provvedimento che Ruffini ritiene “ingiustificato sia dal punto di vista ambientale ed energetico, ma anche occupazionale”, dal momento che si compromette definitivamente l’agricoltura locale a fronte di 35 unità previste per l’impiego nella centrale, figure altamente specializzate, e dunque non attingibili dal bacino territoriale abruzzese.  “In questo modo si privilegia una vocazione industriale invece di una vocazione turistica e ambientale rimasta ferma ai propositi – ha concluso Ruffini – questa è una operazione finanziaria che non serve alla comunità, se il sindaco deciderà di pronunciarsi contro questo provvedimento, noi lo appoggeremo”.

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