Sono minorenni i ragazzi coinvolti nell’omicidio di De Meo

TERAMO – Sarebbe morto per un pugno il giovane ucciso stanotte (vedi notizia sotto) tirato forse da uno dei tre minori che sono stati interrogati per ore dopo essere stati individuati e rintracciati dai Carabinieri già in mattinata. Dalle prime indiscrezioni pare che la lite tra lo studente cameriere e il gruppo (composto da quattro giovani, tre dei quali probabilmente Rom) si sia scatenata, come anticipato, per futili motivi. Forse addirittura qualche battuta sul calcio mal sopportata, alcuni spintoni e poi, o per un pugno tirato direttamente o per la conseguente caduta, Antonio De Meo, che lavorava da pochi giorni nell’hotel in cui aveva finito da poco il proprio turno lavorativo, ha perso la vita. Il reato ipotizzato dal sostituto procuratore Serenza Bizzarri che coordina le indagini dei Carabinieri del nucleo operativo e della Compagnia di Teramo, è quello dell’omicidio preterintenzionale. Eventuali provvedimenti nei confronti di uno o più dei giovani individuati dipenderanno dal tribunale dei minori dell’Aquila. L’esame autoptico sul cadavere è fissato per domani nell’ospedale di Sant’Omero.

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