Provincia: la rivoluzione comincia dal bilancio

TERAMO – Una spesa fuori controllo, con un’eccessiva incidenza dei costi per il personale e in particolare per le funzioni apicali, rispetto alla funzionalità dell’ente, allo stato dei servizi e, soprattutto, ai bisogni del territorio.  Il rischio di arrivare a fine anno con 5 milioni di euro di debiti, con oltre 3 milioni e 700 mila di debiti fuori bilancio, accumulati, questi ultimi, non facendo fronte alle spese ordinarie. “Un bilancio elettorale, quello che ci hanno lasciato, totalmente incongruo in molti capitoli con entrate maggiori di quelle oggettivamente ipotizzabili e spese correnti, assolutamente prevedibili, che mancano di copertura”. Così l’assessore al bilancio e al patrimonio, Davide Calcedonio Di Giacinto, riporta un comunicato dell’ufficio stampa della Provincia di Teramo, ha sintetizzato la situazione economico/finanziaria dell’ente Provincia, presentando una dettagliata relazione che rappresenta, al tempo stesso, una fotografia dello status quo e una proiezione rispetto alle “prospettive future”. Non ci vogliamo piangere addosso, ha precisato il presidente Valter Catarra, si tratta di “un’operazione trasparenza” per far comprendere ai cittadini lo “stato di fatto” ; fra pochi mesi approveremo il “nostro bilancio e daremo delle risposte nuove e concrete ai problemi che ci hanno lasciato”. Gli esempi di “gestione incongrua” non sono mancati. Il bando emanato dalla precedente amministrazione di centrosinistra per finanziare le iniziative culturali, come ha chiarito l’assessore Giuseppe Di Michele,  è senza copertura finanziaria e, quindi, le manifestazioni rimarranno senza soldi: “Avremmo dovuto togliere risorse all’istruzione  e non ci è parso corretto”. Per tre anni buona parte dei finanziamenti per la formazione sono stati dirottati altrove, ha dichiarato l’assessore al ramo, Eva Guardiani.  Non sono state previste le spese per il riscaldamento degli edifici pubblici, quasi 1 milione e 200 mila euro e, quindi, anche questo costo ordinario è diventato un debito fuori bilancio. I finanziamenti per i 180 chilometri delle strade ex Anas, ha affermato l’assessore Elicio Romandini: “sono stati usati per la manutenzione ordinaria di tutta la rete stradale” aggiungendo che sulla viabilità: “c’è stato un difetto nella distribuzione degli investimenti e che è necessario introdurre dei correttivi sia sulla programmazione sia sulla gestione ”. Ancora, spese correnti come le quote associative dovute ad altri enti o il taglio dell’erba, non previste affatto in bilancio. Non a caso, ha sostenuto l’assessore al turismo, Ezio Vannucci: “il bilancio 2009 è stato osservato dai Revisori dei Conti che su una serie di questioni, e fra queste la gestione dei diritti di segreteria, hanno inoltrato una segnalazione alla Corte dei Conti”. Per evitare il rischio del dissesto e tornare a investire, la parola d’ordine, secondo il presidente Catarra, è  “ristruttturare la spesa”. “Bisogna ristrutturare, tagliare costi strutturali incongrui, recuperare soldi, innanzitutto per la spesa ordinaria, per la manutenzione delle strade e delle scuole. Per gli investimenti lavoreremo di concerto con Regione e Governo, anche per usare al meglio le opportunità dei finanziamenti europei ma, intanto, occorre tornare a garantire l’ordinario e, soprattutto, recuperare efficienza. Il problema non è che si è speso ma che non c’è rispondenza fra quanto speso per mantenere l’organizzazione e i risultati ottenuti”. Obiettivi dichiarati per il 2009/2010 abbassare i costi strutturali poi, dal 2011, far ripartire gli investimenti. Un partita importante si giocherà sul piano della riorganizzazione dell’ente: oggi le figure apicali, direttore generale, segretario generale e 13 dirigenti pesano circa 2 milioni e 300 mila euro l’anno; i funzionari in 10 anni sono passati da 26 a 97 mentre è sceso a 60 unità il numero dei dipendenti addetti al “controllo e alla manutenzione sulle strade”. La spesa per il personale, complessivamente, rappresenta il 25% del bilancio dell’ente ma: “la definizione degli obiettivi da raggiungere, il Programma Operativo di gestione, uno strumento importantissimo per attuare un’adeguata organizzazione, non è stato nemmeno approvato”, ha chiosato l’assessore al personale, Davide Di Giacinto. Quindi immediata riorganizzazione della pianta organica, nomina di un nuovo Nucleo di valutazione per i dirigenti; analisi dei carichi di lavoro per ammodernare i servizi; semplificazione dei processi interni.

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