Dolore e commozione per l’addio ad Antonio

CASTEL DI LAMA – Si sono svolti a Castel di Lama davanti ad una folla commossa e silenziosa e con i negozi chiusi per lutto cittadino, i funerali di Antonio De Meo, lo studente universitario di 23 anni aggredito e ucciso a pugni da due minorenni di etnia rom a Martinsicuro, dove d’estate lavorava come cameriere per mantenersi all’università. Il rito è stato celebrato dal vescovo di Ascoli monsignor Silvano Montevecchi nella chiesa di San Filippo Neri. Davanti alla bara di legno chiaro, coperta di fiori bianchi, il dolore profondo ma composto dei familiari e della fidanzata Annalisa. Presenti, insieme al sindaco di Castel di Lama Patrizia Rossini, anche autorità di cittadine vicine e tantissimi ragazzi, a testimonianza di una tragedia che ha coinvolto anche chi Antonio lo conosceva appena. Era un "ragazzo esemplare, amato e stimato. E’ stato vittima di un gesto inqualificabile", ha detto monsignor Montevecchi nell’omelia, facendo appello al perdono cristiano ma auspicando anche che "Dio renda consapevoli e coscienti del male che hanno fatto" i responsabili del delitto. Ieri sera, per volontà della famiglia De Meo, per le vie di Castel di Lama si era snodata una fiaccolata aperta da un grande striscione con la fotografia di Antonio e la scritta "La nostra rabbia è tanta, ma abbiamo deciso di credere nella giustizia". In prima fila la mamma dello studente, Lucia di Virgilio, il padre Giuseppe e i fratelli Maria e Nicola. Con loro anche il sindaco Rossini e i sindaci di Martinsicuro e Alba Adriatica e il sindaco di Appignano del Tronto, il paese a pochi chilometri
di distanza da Castel di Lama, che piange ancora i quattro ragazzi fra i 16 e 18 anni travolti e uccisi nel 2007 da un rom che guidava ubriaco il suo furgone. La magistratura teramana intanto ha convalidato l’arresto per omicidio preterintenzionale dei due rom di 15 e 17 anni fermati poche ore dopo i fatti di Martinsicuro, e quello del padre del quindicenne, accusato di favoreggiamento. Tutti e tre sono rinchiusi in carcere, i minori a Roma.

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